Pd Campania, Schlein cala Ruotolo contro De Luca jr: “vittima sacrificale”
Il congresso regionale si avvicina: il governatore De Luca punta a consegnare il partito al figlio Piero. La segretaria prova il colpo di teatro con Sandro Ruotolo.
L’accordo con De Luca e il peso delle cambiali
Il Pd campano, commissariato da mesi, si prepara al congresso regionale con una trama che somiglia a una commedia politica. Elly Schlein, che all’inizio del suo mandato aveva promesso battaglia ai cosiddetti “cacicchi”, si trova oggi a dover fare i conti con l’influenza del governatore Vincenzo De Luca. L’intesa raggiunta al Nazareno prevede la presenza del presidente della Regione nella coalizione con la sua lista A testa alta: in caso di vittoria, De Luca potrebbe intestarsi almeno due assessorati. Il passaggio più pesante riguarda però il futuro del partito in Campania, che rischia di finire direttamente nelle mani del figlio Piero De Luca, deputato dem già penalizzato nella scorsa legislatura con la perdita della vicepresidenza del gruppo alla Camera.
Il “colpo di teatro” di Schlein: candidare Sandro Ruotolo
Per cercare di smarcarsi dalle accuse di sudditanza, la segretaria dem ha deciso di puntare su Sandro Ruotolo come candidato alternativo. Giornalista d’inchiesta, ex senatore di Articolo 1 e oggi eurodeputato, Ruotolo è da tempo un suo fedelissimo e non ha mai nascosto le critiche al sistema di potere deluchiano: “Basta con il partito delle clientele”, aveva dichiarato in più occasioni. La sua candidatura, però, appare più come una bandiera che come un reale tentativo di vittoria. In Campania, superare un De Luca in una sfida interna resta quasi impossibile. Per questo, la discesa in campo di Ruotolo viene letta come un sacrificio politico: un atto simbolico per provare a tenere fede alla linea anti-cacicchi, pur consegnando di fatto il partito nelle mani della famiglia De Luca.
Le tensioni nel centrosinistra
Il congresso regionale dovrebbe essere convocato subito dopo le elezioni, con il senatore Antonio Misiani pronto a lasciare il ruolo di commissario. Ma il malessere interno non riguarda solo la Campania. In Puglia, Antonio Decaro resta fermo sulle sue posizioni; in Calabria, Pasquale Tridico rilancia il reddito di cittadinanza finanziato con fondi europei; mentre da Alleanza Verdi e Sinistra arrivano accuse di gelosia nei confronti del binomio Pd-M5S: “Non possono fare tutto da soli”.
Intanto, da fuori il partito arrivano altre bordate. Il leader di Azione Carlo Calenda liquida la linea della segretaria con una battuta: “Schlein è succube di Giuseppe Conte”. Una definizione che fotografa un Pd sempre più stretto tra compromessi interni e alleanze esterne difficili da gestire.
