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Vannacci attacca i 5 Stelle: “M5S candida prof vicina alle Brigate Rosse”

Bufera sulla scelta del M5S: Donatella di Cesare, nota per un post di elogio a Barbara Balzerani, candidata alle regionali insieme a Pasquale Tridico.

La candidatura che fa discutere

È polemica in Calabria dopo l’annuncio della candidatura della professoressa Donatella di Cesare nelle liste del Movimento 5 Stelle, in coalizione con il PD, alle prossime elezioni regionali. La docente era già finita al centro delle cronache per un controverso post dedicato a Barbara Balzerani, storica terrorista delle Brigate Rosse, condannata per la strage di via Fani, il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro e altri delitti. In quell’occasione di Cesare aveva scritto: “la tua rivoluzione è stata anche la mia: con malinconia un addio alla compagna Luna”. “Luna” era il nome di battaglia della Balzerani, tra le figure più spietate e mai pentite della lotta armata.

Le reazioni della politica

Il post, al tempo, aveva suscitato un’ondata di condanne bipartisan. Dal PD erano arrivate parole nette: “Irresponsabile e sconsiderata”, aveva commentato il senatore Dario Parrini; “Parole inquietanti”, le aveva definite l’esponente dem Francesco Verducci. Critiche che avevano accomunato tutte le forze politiche, con la denuncia di un atteggiamento giudicato inaccettabile per chi ricorda il sangue versato in quegli anni. Nonostante le polemiche mai sopite, oggi la professoressa compare tra i nomi scelti dal M5S per guidare la sfida in Calabria, accanto all’ex presidente Inps Pasquale Tridico.

L’attacco di Vannacci

A intervenire con durezza è stato il generale Roberto Vannacci, che non ha nascosto la sua indignazione per la scelta politica: “In Calabria candidata per i 5 Stelle la prof che inneggia alle Brigate Rosse”, ha dichiarato, sottolineando l’assurdità di vedere tra i candidati una persona che in passato ha celebrato figure legate al terrorismo. Le sue parole riaccendono un dibattito mai chiuso sulla memoria degli anni di piombo e sull’opportunità di concedere spazio politico a chi, in passato, ha mostrato vicinanza a pagine drammatiche della storia italiana.