Gossip & Spettacolo

La Volta Buona, lite in tv, Incorvaia: “Pubblico mia figlia per non farla sentire esclusa” la Santarelli e la Palmas la stroncano

A La Volta Buona scintille tra Clizia Incorvaia, Elena Santarelli e Giorgia Palmas. L’influencer rivela: «È stato Francesco Sarcina a portarmi in agenzia».

La versione di Clizia Incorvaia

La querelle legale tra Clizia Incorvaia e l’ex marito Francesco Sarcina si arricchisce di un nuovo capitolo televisivo. Ospite di La Volta Buona, condotto da Caterina Balivo, l’influencer ha raccontato la sua verità sulle accuse di eccessiva esposizione social della figlia Nina, avuta dal leader de Le Vibrazioni. Proprio il cantante, secondo Incorvaia, l’avrebbe inizialmente incoraggiata a intraprendere il percorso di “mamma influencer”: «Quando ho iniziato a lavorare come mamma influencer, è stato lui a spingermi e a portarmi in agenzia. Ho sempre pubblicato Nina quando stavamo insieme. Non mi aveva mai detto di non farlo, e non esiste alcun accordo che vieti la pubblicazione delle foto».

Le tensioni tra i due ex coniugi non sembrano destinate a spegnersi presto: «Dobbiamo ancora andare in tribunale», ha rivelato Incorvaia. Intanto, sui social ha modificato il suo approccio, mostrando raramente la bambina e sempre di spalle. «Non voglio escludere mia figlia dalla mia vita – ha spiegato –. Ogni tanto la pubblico perché altrimenti pensa che ci siano figli di serie A e figli di serie B». Una frase che ha riacceso il dibattito sul ruolo dei minori nell’esposizione mediatica.

Accanto a Nina, oggi c’è anche Gabriele, il figlio nato dal matrimonio con Paolo Ciavarro, che invece compare con più frequenza nei contenuti pubblicati dall’influencer. Una differenza che, secondo molti, rende ancora più complesso il confronto con l’ex marito.

Il confronto acceso con Santarelli e Palmas

In studio, la discussione si è accesa con l’intervento di altre mamme vip, Elena Santarelli e Giorgia Palmas, entrambe contrarie alla scelta di condividere foto dei figli. Per loro, la tutela della privacy e della sicurezza dei minori viene prima di qualsiasi esposizione mediatica. Santarelli, in particolare, non ha nascosto il suo punto di vista critico: «Per molti, pubblicare i propri figli è anche una fonte di guadagno», ha affermato, sottolineando il rischio di trasformare la sfera familiare in contenuto commerciale.

La replica di Clizia Incorvaia non si è fatta attendere. Infastidita, ha interrotto per rivendicare il suo diritto di parola: «Fatemi rispondere un secondo, avete parlato abbondantemente». Poi, con tono deciso, ha ribadito la sua posizione: «Per me è un modo di coinvolgere i miei figli nella mia vita, non una questione economica». Un punto di vista che ha spaccato il pubblico e riacceso il confronto tra chi vede nella condivisione familiare sui social una scelta naturale e chi, invece, la considera un rischio per i più piccoli.

Un dibattito destinato a continuare

Il caso di Clizia Incorvaia e Francesco Sarcina rappresenta solo l’ultima manifestazione di un tema che divide il mondo dello spettacolo e quello dei social: l’esposizione dei figli minorenni online. La vicenda approderà presto in tribunale, ma intanto il dibattito pubblico si infiamma. Le dichiarazioni di Incorvaia, unite alle critiche di Santarelli e Palmas, dimostrano come la linea di confine tra vita privata e immagine pubblica resti sottile e difficilmente condivisa.