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Tumori, la svolta: trattamento sperimentale uccide cellule malate e metastasi

Un team internazionale guidato dall’Università di Medicina di Vienna ha sviluppato una terapia combinata che nei test sui topi ha distrutto tumori e metastasi.

La nuova immunoterapia contro tumori e metastasi

Un gruppo di scienziati ha messo a punto una terapia sperimentale in grado di uccidere sia le cellule tumorali primarie che le metastasi, aprendo nuove prospettive contro forme aggressive come melanoma e cancro al seno. Si tratta di una immunoterapia combinata, che stimola il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule malate. Al momento i risultati positivi sono stati ottenuti soltanto su modelli murini, ma gli studiosi confidano che l’approccio possa essere efficace anche sui pazienti umani.

Come funziona la combinazione di farmaci

La terapia utilizza due componenti: il farmaco imiquimod e un interferone sistemico di tipo I (IFN-I). L’imiquimod è una crema già usata in dermatologia contro condilomi, carcinomi basocellulari e cheratosi attinica. Agendo come agonista dei recettori Toll-like 7 e 8, stimola particolari cellule immunitarie, le cellule dendritiche plasmacitoidi (pDC), che a loro volta inducono la produzione di IFN-I. Quest’ultimo sensibilizza altre cellule del sistema immunitario, attivando un effetto a catena che porta all’inibizione dei vasi sanguigni tumorali tramite la citochina IL12 e, infine, alla morte delle cellule tumorali.
Secondo i ricercatori, la combinazione del trattamento topico con imiquimod e quello sistemico con IFN-I ha colpito anche le metastasi, prevenendo ricadute e aumentando la sensibilità dei melanomi agli inibitori dei checkpoint immunitari.

Il ruolo dei ricercatori italiani e le prospettive cliniche

Lo studio è stato condotto dal Centro per la ricerca sul cancro dell’Università di Medicina di Vienna insieme al Dipartimento di Dermatologia della Klinik Landstrasse, con la partecipazione di numerosi studiosi italiani. Tra questi la professoressa Maria Sibilia, autrice principale, che ha spiegato: “Questi risultati dimostrano che la combinazione di trattamento sistemico con imiquimod o IFN-I e terapia topica con imiquimod ha il potenziale di ampliare le opzioni di trattamento per i pazienti e migliorare i risultati della terapia in tumori localmente accessibili come il melanoma o il cancro al seno”.
Il collega Philipp Novoszel ha sottolineato l’importanza dell’applicazione locale: “Il trattamento topico del tumore primario con imiquimod è essenziale affinché la terapia di combinazione con IFN-I sistemico sia efficace anche sulle metastasi a distanza”.
La dottoressa Martina Sanlorenzo, coautrice, ha aggiunto: “Poiché l’interferone sistemico è una terapia nota e le cellule dendritiche vengono attivate in modo simile ai nostri modelli, crediamo che la nuova terapia combinata possa avere effetto anche sui pazienti”.
I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Cancer.