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Vannacci arringa la folla: “Immigrati 13 volte più delinquenti, tolleranza zero”

In piazza Roncas ad Aosta Roberto Vannacci arringa 300 persone: attacco a Union Valdôtaine, Pd, Bruxelles, immigrazione e sicurezza. Ovazione finale tra selfie e applausi.

Il comizio e la “congiuntura strana”

Davanti a circa 300 persone riunite in piazza Roncas ad Aosta, il generale Roberto Vannacci ha concluso il suo intervento con un riferimento che ha scatenato la folla: “Il 29 è San Michele Arcangelo, patrono di polizia e paracadutisti, che ha cacciato il diavolo. E noi cacciamo questa gente che governa la Valle d’Aosta e prendiamocela”. Un finale annunciato con la formula “attenti al finale” che ha acceso l’ovazione dei presenti. Dopo il comizio, numerosi giovani e sostenitori hanno fatto la fila per scattare un selfie con il generale, accolto dalla Lega valdostana al gran completo, tra cui la senatrice Nicoletta Spelgatti e la leader Marialice Boldi.

Attacchi a Union Valdôtaine e Pd

Vannacci ha puntato il dito contro l’Union Valdôtaine, accusata di aver tradito l’autonomia locale per allearsi con il Pd. “Non c’è nessuno dell’Uv a Bruxelles che difende l’autonomia – ha dichiarato –. L’Uv qui è con il Pd che in Europa cede sovranità alla Von der Leyen. Sono l’antitesi della sovranità italiana”. Ha ironizzato anche sulle piste ciclabili finanziate dalla Regione: “La ciclabile elimina parcheggi, così in centro non si va più nei negozi ma al supermercato. L’autonomia non è dell’Union e del Pd, ma della Lega”.

Immigrazione, sicurezza ed energia

Il generale ha collegato i temi europei a quelli locali, ribadendo la linea dura sulla sicurezza: “Il 35% della popolazione carceraria è composta da stranieri, con una propensione a delinquere 12-13 volte superiore. Ci vuole una task force per cacciare dalle case chi delinque e ne fa un magazzino”. Ha evocato episodi di degrado nel quartiere Cogne, parlando di spaccio e molotov. Poi l’affondo sull’energia idroelettrica: “Qui la producete, ma a Bruxelles la sinistra dice no ai fondi per lo sviluppo e vuole pale eoliche e fotovoltaico. Senza agricoltura e radici, l’identità della Valle è a rischio”. In chiusura, l’invito alla mobilitazione elettorale: “Una Valle calorosa che vuole cambiare l’andazzo, è tempo di riprenderci tutto”.