Conte pronto a colpire: Schlein indebolita da Flotilla e possibili sconfitte alle urne
Elly Schlein interviene in ritardo sul caso Flotilla, tra pressioni del Quirinale e divisioni nel Pd. Intanto cresce il timore di un flop alle Regionali.
Il silenzio di Schlein sul caso Flotilla
Il caso della Global Flotilla per Gaza si è trasformato in un banco di prova complicato per la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Dopo le parole del leader M5S Giuseppe Conte, la segretaria è intervenuta soltanto dodici ore più tardi, con dichiarazioni prudenti: «Non siamo noi a decidere perché non siamo gli organizzatori. Quello che possiamo fare è invitare a proseguire il dialogo che è partito tra la Flotilla e il patriarcato latino». Un messaggio interpretato come segno di incertezza.
Il contesto non ha aiutato. Da un lato il rapporto con il presidente della Cei Matteo Zuppi e l’esigenza di rispettare il protocollo con il Quirinale; dall’altro la tentazione di cavalcare mediaticamente l’iniziativa, soprattutto perché a bordo delle imbarcazioni erano presenti due fedelissimi, Arturo Scotto e Annalisa Corrado. Ma il mare politico si è presto fatto burrascoso, complicando la posizione della leader dem.
Le pressioni istituzionali e l’attendismo dem
Già nei giorni scorsi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva invitato alla prudenza, seguita dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che in Parlamento aveva chiarito: «Non possiamo scortare le barche fino a Gaza, accogliete la proposta della Conferenza Episcopale». A chiudere la partita era arrivato il messaggio del Capo dello Stato, che ha reso inevitabile un riposizionamento del Pd.
La reazione della segretaria, però, è apparsa incerta. Da leader loquace a figura silenziosa, Schlein ha lasciato spazio al responsabile Esteri Giuseppe Provenzano, che ha preso tempo con un «vediamo». Una scelta che ha alimentato le critiche interne: mentre lei era a Londra per il Global Progress Action Summit 2025 insieme a Pedro Sánchez e altri leader socialisti, la minoranza dem ha occupato la scena. Da Pina Picierno a Lorenzo Guerini, passando per Graziano Delrio e Filippo Sensi, in molti hanno sposato la linea del Colle, rafforzando l’impressione di una segretaria schiacciata tra le diverse anime del partito.
Marche e Valle d’Aosta, il rischio sconfitta
Il caso Flotilla arriva in un momento delicatissimo. Oggi si chiudono i seggi in Valle d’Aosta e soprattutto nelle Marche, dove il candidato dem Matteo Ricci sfida il presidente uscente Francesco Acquaroli. Gli ultimi sondaggi preannunciano un risultato difficile per il Pd e un possibile ritorno di Ricci a Bruxelles.
Una sconfitta ad Ancona rappresenterebbe un duro colpo per Schlein, proprio alla vigilia delle prossime regionali in Calabria. Un passo falso che potrebbe offrire all’alleato-rivale Giuseppe Conte l’occasione di rimarcare la sua linea prudente e di accusare la segretaria: «Quando sceglie Elly, si perde».
La sensazione è che per la leader dem si apra una fase a rischio: tra divisioni interne e risultati elettorali incerti, la navigazione diventa sempre più pericolosa, con l’incidente politico dietro l’angolo.
