Piantedosi accusa Landini: “Incita alla rivolta sociale”. Scontro sui numeri dei cortei per Gaza
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi critica la Cgil dopo lo sciopero generale per Gaza, parlando di “rivolta sociale” e contestando i numeri della partecipazione.
Le accuse del ministro alla Cgil
Al termine di una giornata di cortei e manifestazioni legate alla Global Sumud Flotilla e alla questione Gaza, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivolto dure critiche alla Cgil, tra i promotori dello sciopero generale. Parlando con i giornalisti alla Leopolda 13, Piantedosi ha dichiarato: “C’è una guerra politica da parte della Cgil verso il governo? Credo che da qualche tempo la Cgil lo dica anche espressamente, non guerra politica ma insomma un appello alla rivolta sociale”.
Il titolare del Viminale ha sottolineato come le proteste abbiano avuto una connotazione prettamente politica, affermando che il governo non teme manifestazioni di questo tipo: “Come governo siamo soddisfatti che i temi portati in piazza non siano quelli economici o sociali, dove stiamo ottenendo risultati che non si vedevano da anni, ma Gaza, che è un tema nobilissimo, per carità”.
Lo scontro sui numeri dei partecipanti
Le stime sui partecipanti hanno aperto un nuovo fronte polemico. La Cgil ha parlato di oltre 2 milioni di persone scese in piazza, mentre il Viminale ha ridimensionato drasticamente i numeri. Secondo Piantedosi, i manifestanti sono stati “tra le 400 e le 500 mila, che non sono pochi, ma ben lontani dai due milioni”. Il ministro ha precisato di non voler sminuire la mobilitazione, riconoscendo che la gran parte dei cittadini ha esercitato un diritto costituzionale, ma ha anche denunciato episodi di violenza con lanci di oggetti registrati in più città.
Sicurezza e timori per le prossime manifestazioni
Il ministro ha ricordato che la manifestazione nazionale prevista a Roma rappresenta un ulteriore banco di prova per la tenuta dell’ordine pubblico. “Il bilancio provvisorio ci lascia ben sperare anche per domani – ha detto Piantedosi – ma l’escalation va sempre temuta, perché come in altre occasioni ci sono gruppi che decidono di caratterizzarsi con atti violenti”.
Sulle stesse proteste è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito: “I violenti spesso sono figli di papà, mentre i poliziotti sono figli del popolo”.
