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Cortei proPal degenerati, Kelany (FdI), «Non episodi isolati, ma escalation organizzata”

Un milione in piazza secondo gli organizzatori, ma la manifestazione è esplosa in violenze: due arresti, auto incendiate e vetrine distrutte nel centro di Roma.

Dal corteo al caos: guerriglia a Roma

La manifestazione pro Palestina che sabato ha attraversato Roma, partita dalla zona della Piramide fino a piazza San Giovanni, ha visto la partecipazione di circa un milione di persone, secondo gli organizzatori. Ma quello che doveva essere un corteo si è trasformato in uno scenario di guerriglia urbana, con un bilancio pesante: 41 feriti tra le forze dell’ordine (35 poliziotti, 3 finanzieri, 2 carabinieri e un agente penitenziario), due arresti e 262 identificati.
Durante la sfilata sono apparsi striscioni controversi, tra cui uno con la scritta “Il 7 ottobre giornata della Resistenza palestinese”, insieme a riferimenti ad Hamas e Hezbollah, accompagnati da slogan contro il governo italiano e contro Israele. Due auto sono state incendiate e diversi negozi devastati.

Gli scontri in centro e le cariche della polizia

Gli episodi più gravi sono stati registrati tra piazza Santa Maria Maggiore e la zona dell’Esquilino, dove gruppi di manifestanti incappucciati, vestiti di nero e staccatisi dal corteo principale, hanno attaccato le forze dell’ordine con petardi, bottiglie e bombe carta. La risposta è arrivata con lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento.
Un nucleo di circa 200 incappucciati è stato bloccato nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. Vetrine distrutte anche lungo via Labicana, compresa quella di un supermercato, mentre altri gruppi sono stati fermati e identificati nella zona di via dell’Olmata. Scene che hanno trasformato il centro della capitale in un campo di scontri, con cittadini e commercianti colti nel panico.

L’intervento politico e le accuse

Le violenze della serata hanno immediatamente acceso il dibattito politico. L’onorevole Sara Kelany, parlamentare di Fratelli d’Italia, intervenuta a 4 di Sera, ha dichiarato: «Non è un caso isolato e fa parte di un disegno volto non al supporto alla popolazione civile di Gaza, ma a mettere in difficoltà questo governo».
Kelany ha inoltre sottolineato come, a suo avviso, gli episodi di violenza non possano essere considerati separati dal resto della manifestazione: «Sono l’epilogo di un’escalation che parte già dalla piazza, perché sono importanti anche le parole che vengono profferite all’interno di una piazza». Un riferimento esplicito agli slogan e ai toni che hanno caratterizzato il corteo, prima che degenerasse negli scontri notturni.