Feltri incorona Giorgetti: “Un vero statista, non fa show ma sostanza”
Il direttore editoriale, Vittorio Feltri, de Il Giornale elogia il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, definendolo un’anomalia preziosa in un’epoca politica dominata dal narcisismo.
L’elogio di Feltri al ministro dell’Economia
In un intervento pubblicato su Il Giornale, Vittorio Feltri ha espresso parole di forte apprezzamento per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dipingendolo come una figura rara e preziosa nello scenario politico italiano. «In un’epoca politica dominata dal narcisismo compulsivo, dal bisogno di apparire prima ancora che di fare, Giorgetti lavora nell’ombra, senza cercare i riflettori, senza inseguire i trend dei social, senza mai solleticare la pancia dell’opinione pubblica con uscite ad effetto», ha scritto il giornalista.
Feltri lo ha definito «un’anomalia preziosa», sottolineando la differenza tra chi si limita a “twittare” e chi, come il ministro, agisce concretamente: «I conti pubblici non sono mai semplici da gestire, ma oggi l’Italia può vantare una stabilità e una credibilità internazionale che, permettimi, sono anche merito suo».
Sobrietà e senso dello Stato
Il direttore editoriale ha voluto rimarcare lo stile riservato del ministro: «Sobrio, asciutto, quasi defilato, è una benedizione in un tempo di isterie collettive».
Non solo capacità tecnica, ma anche doti umane che, secondo Feltri, fanno la differenza: «La sua umiltà, il suo senso dello Stato, la lealtà con cui ha sempre sostenuto il governo e la premier Giorgia Meloni, senza mai mettersi davanti al carro ma sempre dietro, a spingerlo».
Un atteggiamento che, agli occhi del giornalista, restituisce dignità alla politica: «Non fa show, ma sostanza. Non ha bisogno di slogan, perché ha i numeri».
Da tecnico a statista
Feltri respinge anche l’etichetta di “tecnico” spesso associata al titolare del Tesoro, attribuendogli invece un ruolo ben più alto: «In realtà, è uno statista nel senso più autentico del termine». Un riconoscimento che arriva in un contesto politico spesso dominato dal protagonismo mediatico, dove la sobrietà e la concretezza appaiono qualità sempre più rare.
Il giornalista conclude con un monito che sembra rivolgersi all’intera classe politica: «La vera politica non ha bisogno di clamore: ha bisogno di serietà. Una serietà che era andata persa da tempo e che finalmente è stata restaurata».
