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Feltri sulla tregua a Gaza: “È una pace con lo scotch, destinata a slabbrarsi”

Il direttore editoriale de Il Giornale commenta la tregua tra Israele e Hamas: “Non durerà, da quelle parti le ostilità non finiranno mai”.

Feltri: “Una pace apparente, presto torneranno le tensioni”

La notizia della tregua firmata a Gaza tra Israele e Hamas ha suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico e mediatico. C’è chi parla di spiraglio per il futuro del Medio Oriente e chi, come Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, invita alla cautela e al realismo. Collegato con il programma “4 di sera”, Feltri ha commentato l’accordo con il suo consueto tono disincantato, sottolineando come questa tregua sia solo un fragile tentativo di fermare un conflitto radicato da decenni.

Alla vicenda palestinese e israeliana manca qualcosa di definitivo – ha dichiarato Feltri –. È una pace con lo scotch destinata prima o poi a slabbrarsi. Oggi siamo contenti per quest’ultima vicenda che, mi pare, ponga fine alle ostilità, ma sappiamo anche che le ostilità da quelle parti non finiranno mai.”

Parole che riflettono una visione storica lucida ma pessimista: per Feltri, la pace in Medio Oriente resta un traguardo lontano, ostacolato da divisioni profonde, rancori irrisolti e interessi contrapposti che vanno ben oltre la singola tregua firmata.

Una tregua che divide tra speranza e scetticismo

Il cessate il fuoco raggiunto dopo settimane di bombardamenti e attacchi reciproci ha riportato un momentaneo silenzio tra le macerie di Gaza, ma sul piano politico la fiducia resta fragile. Se da un lato la diplomazia internazionale ha accolto con favore l’intesa, dall’altro molti osservatori condividono la linea espressa da Feltri, secondo cui la tregua rappresenta più un atto tattico che un passo autentico verso la pace.

Non è la prima volta che assistiamo a tregue simili – osservano diversi analisti – ma quasi sempre finiscono per essere preludi a nuovi scontri. Gli equilibri di potere nella regione restano instabili e nessuno dei due fronti sembra disposto a cedere davvero sul piano politico e territoriale.”

In questo contesto, l’opinione di Feltri trova eco tra chi ritiene impossibile una pace duratura senza un cambiamento radicale nelle relazioni tra i popoli e nei rapporti di forza che da decenni alimentano la spirale di violenza.

Feltri e il realismo sulle crisi internazionali

Non è la prima volta che Vittorio Feltri affronta il tema dei conflitti internazionali con un approccio pragmatico e senza giri di parole. Anche in questa occasione, il giornalista sottolinea la distanza tra gli auspici della politica e la realtà dei fatti: “Siamo contenti oggi, ma sappiamo che questa non è una pace vera, piuttosto una pausa armata che prima o poi finirà”.

Il suo giudizio, netto e privo di ottimismo, riassume la disillusione di una parte dell’opinione pubblica che, dopo decenni di trattative fallite, vede nella tregua un fragile equilibrio pronto a spezzarsi.