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Pina Picierno affonda Elly Schlein: “Il Pd è irriconoscibile, serve un confronto vero”

La vicepresidente del Parlamento europeo accusa la segreteria di mancanza di democrazia interna e critica il campo largo con i Cinque Stelle. Cresce la tensione nel partito.

“Il Pd non è più lo spazio della partecipazione”

Un Partito Democratico sempre più diviso e in crisi d’identità. A smascherare le contraddizioni interne è Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e figura di spicco dell’area riformista, che non risparmia colpi alla segreteria di Elly Schlein. Intervenendo all’iniziativa “Crescere. Il contributo dei riformisti”, organizzata a Milano al Teatro Parenti, la Picierno ha puntato il dito contro la direzione del partito: “Vogliamo che il Pd torni a essere lo spazio della democrazia e della partecipazione che si fa partito, riconosciuto da tutti gli italiani, anche di diverso orientamento. Non quello che è adesso”.
Una dichiarazione durissima che fotografa il malcontento diffuso tra i dem, esploso dopo il “fallimento del referendum di giugno”. “Già allora – ha ricordato la Picierno – alcuni di noi avevano chiesto un vero confronto. Ma siamo stati ignorati”.

“Basta retorica, servono soluzioni concrete per il ceto medio”

La vicepresidente del Parlamento europeo, intervistata dal Quotidiano Nazionale, ha poi approfondito la sua analisi, mettendo in discussione la linea politica della segretaria. “Il Pd ha bisogno di maggiore confronto democratico – ha spiegato – e i confronti non servono per chiacchierare, ma per correggere ciò che va corretto. Dobbiamo costruire un’alternativa credibile, capace di proporre soluzioni concrete al ceto medio e di ridurre i divari che ancora attraversano la nostra società ingessata”.
Parole che suonano come un atto d’accusa nei confronti della gestione Schlein, accusata di inseguire un’agenda più ideologica che pragmatica. “La risposta ai problemi del Paese non può essere sempre e solo più spesa pubblica – ha proseguito –. Sulla politica di difesa, sulla politica estera e sulla crescita non possiamo giustificare le nostre divisioni prendendo a misura quelle della destra. Un’alternativa vera indica una strada diversa. Finora è difficile riconoscerla, se non negli eccessi retorici e identitari”.

“Campo largo? Solo acrobazie politiche”

Il bersaglio successivo della Picierno è l’alleanza con il Movimento 5 Stelle, che continua a spaccare il partito. “Il campo largo – ha detto – non sa più a quali acrobazie parlamentari appellarsi. Il voto in Parlamento europeo sulla illegittimità del regime di Lukashenko ha toccato punte surreali”.
Una frecciata che mette in evidenza le distanze crescenti tra i riformisti e la linea più movimentista della segretaria. All’interno del Pd, cresce infatti l’ipotesi che, in caso di sconfitta alle Regionali in Campania, la leadership di Elly Schlein possa essere seriamente rimessa in discussione.
Molti dirigenti avrebbero già espresso dubbi sulla strategia del “campo largo” a trazione grillina, giudicata un errore politico capace di alienare i voti moderati e di accentuare le spaccature interne.
Mentre la segretaria insiste sull’unità e sulla continuità dell’alleanza con i 5 Stelle, i riformisti – guidati da Picierno, Bonaccini e Guerini – preparano la resa dei conti. Un partito sempre più spaccato tra identità e pragmatismo, tra sinistra radicale e riformismo democratico.