Spagna contro il cambio dell’ora: “Una tradizione inutile, va abolita”
Il premier spagnolo chiede all’Europa di eliminare il cambio dell’ora, definendolo inutile e dannoso per la salute. La proposta riaccende il dibattito.
La richiesta di Pedro Sanchez: “Non ha più senso”
“Come sapete, questa settimana cambierà l’ora, un’altra volta, e francamente non ne vedo il senso”. Con queste parole, pronunciate in un video pubblicato su X (ex Twitter), il premier spagnolo Pedro Sanchez ha riacceso il dibattito sull’opportunità di mantenere il cambio semestrale dell’ora.
Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre, anche in Italia, come in gran parte d’Europa, le lancette torneranno indietro di un’ora per segnare il ritorno all’ora solare. Ma per Sanchez, questa pratica “vecchia e priva di utilità” andrebbe definitivamente abolita. “In tutti i sondaggi, la maggioranza dei cittadini spagnoli ed europei si è dichiarata contraria al cambio dell’ora”, ha aggiunto il premier, ricordando che già nel 2018 la Commissione Europea aveva proposto di porre fine al sistema dell’ora legale, proposta poi approvata dal Parlamento europeo ma mai attuata dal Consiglio Ue.
Un dibattito che divide scienza e politica
Introdotta per la prima volta durante la Prima guerra mondiale per risparmiare energia elettrica sfruttando meglio la luce solare, l’ora legale è da tempo oggetto di discussione.
Secondo i sostenitori dell’abolizione, i vantaggi economici sarebbero ormai minimi, mentre gli effetti sulla salute sarebbero tutt’altro che trascurabili. “La scienza ci dice che non comporta reali risparmi energetici, ma altera i ritmi biologici due volte l’anno”, ha sottolineato Sanchez.
In effetti, diversi studi internazionali evidenziano come lo spostamento dell’orologio possa disturbare il ritmo circadiano, influenzando sonno, concentrazione e umore, con effetti paragonabili a un leggero jet lag. Un gruppo di esperti della British Sleep Society, ad esempio, ha chiesto già lo scorso anno al governo britannico di eliminare definitivamente l’ora legale, mantenendo quella solare tutto l’anno.
Tra risparmi energetici e rischi per la salute
Le valutazioni economiche, tuttavia, restano discordanti. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale italiana, tra il 2004 e il 2022 l’ora legale avrebbe consentito un risparmio energetico di circa 10,9 miliardi di kWh, pari a 2 miliardi di euro in bolletta. Ma diversi esperti contestano che tali risparmi siano sufficienti a giustificare i disagi psicofisici causati dallo spostamento delle lancette.
Uno studio italiano, basato su sette anni di monitoraggio, ha inoltre evidenziato un aumento dei casi di problemi cardiaci nei giorni immediatamente successivi all’introduzione dell’ora legale. Gli studiosi sottolineano come la mancanza di luce mattutina e l’alterazione del ritmo sonno-veglia possano incidere negativamente sul benessere complessivo della popolazione.
