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Juventus, Tudor appeso a un filo, decisive le sfide con Udinese e Cremonese: “Io a rischio? Non me ne frega niente”

Il tecnico croato è a rischio esonero dopo la terza sconfitta consecutiva. La società valuterà il futuro dopo le gare con Udinese e Cremonese.

Crisi profonda in casa Juventus: Tudor sotto esame
La panchina di Igor Tudor vacilla. Dopo la terza sconfitta consecutiva subita all’Olimpico contro la Lazio, il futuro dell’allenatore della Juventus è appeso a un filo. La società bianconera, pur non avendo ancora avviato contatti ufficiali con altri tecnici, ha deciso di valutare la posizione del croato nelle prossime ore. La gara con l’Udinese, in programma nel weekend, sarà il primo vero spartiacque.
Il piano iniziale prevedeva un bilancio dopo quattro partite – Udinese, Cremonese, Sporting Lisbona e Torino – ma la serie negativa ha anticipato le riflessioni della dirigenza. Tra le cause principali del malcontento societario figurano la mancanza di un’identità tattica chiara, i continui cambi di modulo e una squadra apparsa disorientata e priva di fiducia.

Le prossime gare decisive per il futuro dell’allenatore
Le partite con Udinese e Cremonese, entrambe ravvicinate, potrebbero rappresentare l’ultima occasione per Tudor di invertire la rotta. La società osserva con attenzione, ma il margine di tolleranza è ormai ridotto. A pesare, paradossalmente, anche una dichiarazione del tecnico: “Se al posto del Milan avessimo affrontato la Cremonese, saremmo primi”. Parole che rischiano di trasformarsi in un boomerang se il risultato di sabato 1 novembre allo stadio Zini non dovesse sorridere ai bianconeri.
Nonostante le dichiarazioni pubbliche di fiducia da parte di Modesto e Chiellini, il clima intorno all’allenatore si è fatto pesante. Al momento non esistono trattative concrete per un successore, ma la dirigenza sta monitorando diversi profili nel caso in cui dovesse rendersi necessario un cambio.

I possibili sostituti e le parole di Tudor
Tra i nomi più quotati per un’eventuale successione circolano quelli di Luciano Spalletti e Roberto Mancini, mentre Raffaele Palladino gode della stima del direttore tecnico Modesto. All’estero restano ipotesi più lontane come Edin Terzic, Marco Rose, Xavi Hernández e Gareth Southgate, considerati però poco adatti al contesto bianconero. Improbabile anche un ritorno di Thiago Motta, ancora legato contrattualmente al club fino al 2027.
Nel frattempo, Tudor ha scelto la linea della fermezza. “È un momento complicato per tutti e le responsabilità sono condivise. Dobbiamo restare uniti e lavorare di più”, ha dichiarato a DAZN. Sulle voci di esonero ha replicato con decisione: “Io a rischio? Non me ne frega niente. Non penso al futuro, mi interessa solo il presente. So quali sono i problemi e resto lucido”. In conferenza stampa ha poi chiuso ogni ipotesi di dimissioni: “Passi indietro? No, amico mio. I passi si fanno solo in avanti”.
Ora la parola passa al campo: le prossime due gare decideranno se Tudor potrà continuare a guidare la Juventus o se, al contrario, la dirigenza sceglierà di voltare pagina.