Italia & Dintorni

Dalla Francia agli Usa: i giornali internazionali promuovono la Meloni, “Debito-Pil italiano meglio di quello americano prima del 2030”

La stampa internazionale riconosce la solidità economica e politica del governo italiano, mentre le opposizioni restano impantanate tra gaffe e polemiche.

L’Italia di Meloni conquista la stampa estera

Italia modello di stabilità.” È il titolo che il quotidiano francese Le Figaro ha dedicato all’Italia di Giorgia Meloni, descrivendola come un Paese tornato a essere un punto di riferimento in Europa. Il giornale transalpino sottolinea come il governo guidato dalla premier abbia dato al Paese un volto internazionale nuovo, segnato da coerenza, equilibrio e continuità politica, in netta controtendenza rispetto ai precedenti anni di incertezza e instabilità.
A rafforzare questa percezione è arrivata anche l’analisi del Financial Times, che in un recente approfondimento ha scritto: “Italia meglio degli Usa”, riferendosi al rapporto debito-Pil, destinato — secondo le previsioni del quotidiano britannico — a superare quello americano prima del 2030, per la prima volta nella storia.

I numeri premiano l’Italia e la linea del governo

Il sorpasso, spiegano gli analisti del Financial Times, non dipenderebbe solo dal declino statunitense, ma anche dal miglioramento strutturale della gestione economica italiana.
Dopo anni di difficoltà e di scelte contraddittorie, l’Italia sembra aver imboccato una rotta più prudente e credibile. Le agenzie di rating hanno infatti rivisto al rialzo le prospettive del Paese, passando da una valutazione “stabile” a “positiva”.
Un risultato che premia la linea del governo di Giorgia Meloni, fondata su rigore finanziario, politiche industriali coordinate e maggiore credibilità internazionale, come evidenziato anche dai rapporti con Bruxelles e con Washington.

Opposizioni in difficoltà: tra gaffe, scioperi e scivoloni televisivi

Mentre la premier incassa elogi dai principali giornali internazionali, il fronte delle opposizioni continua a mostrarsi disorientato.
Nel mirino del centrodestra finiscono le uscite del leader della Cgil Maurizio Landini, che di recente aveva definito Giorgia Meloni “la cortigiana di Trump”, per poi tentare di ridimensionare le sue parole dopo le critiche ricevute. Una vignetta satirica circolata in rete ritrae Landini che chiede a Elly Schlein: “Insulto o proclamo un altro sciopero?”, un chiaro riferimento ai 1300 scioperi indetti dall’inizio della legislatura.
Intanto, la stessa Schlein si trova al centro di nuove polemiche politiche dopo le sue dichiarazioni sugli espatriati italiani, giudicate “superficiali e infondate” anche da alcuni esponenti interni al Pd.
Così, mentre la stampa estera riconosce all’Italia di Meloni una solidità inedita, le opposizioni sembrano più concentrate in polemiche e battute infelici che in una reale proposta alternativa.