Caos nella commissione Covid: Pd e M5s si lamentano, “Si lavora troppo”
Il Fatto Quotidiano difende Conte e Speranza mentre infuria la polemica sul ritmo dei lavori e sulle audizioni sui ritardi e gli errori nella gestione della pandemia.
Lamentele dall’opposizione: “Troppi impegni, orari difficili”
Nella commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia, la tensione è tornata a salire. A riaccendere lo scontro è stata una lettera inviata dai commissari di Pd e M5s ai presidenti delle Camere, pubblicata oggi da Il Fatto Quotidiano, nella quale si lamentano i “ritmi eccessivi” dei lavori.
Una presa di posizione che ha destato sorpresa, se si considera che la stessa opposizione per mesi aveva ostacolato l’avvio dell’organismo parlamentare, oggi presieduto da Marco Lisei di Fratelli d’Italia.
Nella missiva, i parlamentari di centrosinistra — molti dei quali scelti “a sorte” per mancanza di volontari — denunciano le “condizioni di lavoro insostenibili”: audizioni fissate “al mattino presto o a tarda sera”, anche nei giorni di lunedì e venerdì, quando il Parlamento sospende i lavori. “Non abbiamo il tempo di approfondire i dossier”, scrivono, portando a esempio l’audizione del capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, convocata “con troppo poco preavviso”, e quella del comandante della Guardia di Finanza Eugenio Mormorale, relativa al traffico di mascherine cinesi difettose durante la prima ondata.
Le accuse al presidente Lisei e il clima politico teso
Secondo Pd e M5s, la responsabilità dei ritmi serrati ricadrebbe proprio sul presidente Marco Lisei, accusato di forzare le tempistiche per accelerare la raccolta di testimonianze e documenti. Lisei, tuttavia, ha ricordato che “il calendario viene deciso collegialmente, con il consenso di tutte le forze politiche”, e che la scelta di riunirsi il lunedì e il venerdì è stata condivisa proprio per non interferire con le sedute parlamentari.
Il caso è esploso mentre lo stesso Lisei è stato vittima di una grave aggressione a Bologna, dove alcuni appartenenti ai collettivi studenteschi gli hanno impedito di entrare nel liceo classico Minghetti. L’episodio è stato denunciato da Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha parlato di “un atto intimidatorio inaccettabile”.
Le contraddizioni dell’opposizione e le indagini scomode su Conte e Speranza
La polemica sul “troppo lavoro” arriva mentre la commissione continua a raccogliere elementi che mettono in difficoltà la gestione dell’emergenza da parte dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza.
Secondo quanto emerso dalle audizioni, gli apparati dello Stato avrebbero mostrato “gravi falle” nella pianificazione e nella gestione delle forniture di dispositivi di protezione, con mediazioni milionarie e mascherine difettose entrate in circolazione durante la prima ondata.
Nonostante le difficoltà, i commissari del centrodestra continuano a presentarsi preparati alle sedute, mentre gli esponenti di Pd e M5s — che non hanno neppure designato consulenti propri — avrebbero chiesto di usufruire di quelli della presidenza, arrivando in alcune occasioni a contestarli o a chiederne l’esclusione.
Intanto, dai verbali emergono versioni discordanti e ammissioni importanti anche da parte di alcuni membri del Comitato tecnico scientifico, che solo ora riconoscono come “non sia andato tutto bene” nella gestione della crisi sanitaria.
