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Fornero agli universitari: “La mia riforma ha salvato il Paese dal default”

L’ex ministra del Lavoro incontra oltre 300 studenti a Trieste: “Smontare la riforma sarebbe stato un disastro. I giovani di oggi pagheranno i debiti di ieri.”

A Trieste il dialogo tra Fornero e i giovani sul futuro delle pensioni

Un tema tutt’altro che pop, ma capace di richiamare più di 300 studenti. È quanto accaduto all’Università di Trieste, dove la professoressa Elsa Fornero, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel governo Monti, ha incontrato gli studenti per discutere di pensioni, debito pubblico e prospettive per le nuove generazioni.
Nel suo intervento, la professoressa ha spiegato il funzionamento del sistema pensionistico statale, basato su un “contratto tra generazioni” messo però in crisi da due fattori: il “degiovanimento del Paese” e la debolezza economica. “Una buona demografia e un’economia in salute sono i pilastri del sistema. Oggi in Italia entrambi non vanno bene. Per questo la politica ha scelto la strada del debito, cioè tassare i giovani di domani.”
Fornero ha poi definito la manovra di Bilancio del ministro Giorgetti “prudente”, pur ammettendo che “va contro a molte promesse elettorali”.

“Smontare la riforma sarebbe stato un disastro finanziario”

Nel seminario, l’ex ministra ha ricordato i momenti più drammatici del 2011, quando l’Italia rischiò il default. “Quella riforma non è stata condivisa, ma non poteva esserlo: l’emergenza non lascia spazio al dialogo. I governi devono essere politici, non tecnici, perché servono partiti capaci di spiegare le riforme ai cittadini.”
Sull’ipotesi di abolire la legge che porta il suo nome, Fornero ha ribadito: “Non è stato fatto perché sarebbe stato completamente irrazionale. Cancellarla avrebbe significato distruggere la fiducia dei mercati e far tornare lo spettro dello spread. Quando chiedi prestiti e smonti le riforme che garantiscono stabilità, i finanziatori si allontanano o ti impongono tassi più alti.”
L’ex ministra ha aggiunto di ricevere oggi molti messaggi di persone che, dopo anni, hanno cambiato idea: “Mi dicono ‘l’ho odiata, ma oggi ho capito e la ringrazio’.”

Natalità in calo e mercato del lavoro: “Serve più occupazione e produttività”

Sul fronte demografico, Fornero non ha usato giri di parole: “È ridicolo parlare di emergenza demografica oggi: i demografi lo dicono da 25 anni. La fecondità è ai minimi storici, e la vita si allunga. È un processo lento ma inesorabile. Gli effetti delle politiche per la natalità si vedranno tra 20 o 30 anni.”
Nell’attesa, secondo l’ex ministra, “bisogna mantenere in equilibrio il sistema pensionistico con le riforme e con più occupazione regolare, anche grazie al contributo degli immigrati.”
Interpellata sulla situazione del Friuli Venezia Giulia, dove le pensioni anticipate sono calate del 12%, Fornero ha osservato: “La gente ha capito più di certi politici che restare al lavoro conviene: la pensione aumenta e si vive con maggiore serenità finanziaria.”
Infine, sul tema della crescita, ha sottolineato: “Serve più produttività e più lavoro stabile. Se aumentano solo i contratti precari, la crescita resta allo zero virgola. Il Pnrr può aiutare, ma solo se unisce riforme e investimenti mirati.”