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“Landini vuole guidare la sinistra”: Tajani infiamma lo scontro con la Cgil

Il leader di Forza Italia critica la protesta del 12 dicembre e accusa la Cgil di rompere l’unità sindacale: “È sempre contro, forse vuole guidare la sinistra”.

“Uno sciopero politico, non dei lavoratori”

Durissimo attacco di Antonio Tajani alla Cgil e al suo segretario Maurizio Landini, dopo l’annuncio dello sciopero generale del 12 dicembre contro la legge di Bilancio. Il vicepresidente del Consiglio e leader di Forza Italia, rispondendo ai cronisti, ha respinto ogni adesione alle critiche di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, pur confermandone la sostanza.
Io non mi accodo mai a nessuno, dico sempre quello che penso. È uno sciopero politico, organizzato da un sindacato unico che rompe l’unità sindacale”, ha affermato Tajani.
Secondo il leader azzurro, la mobilitazione non rappresenta le istanze del mondo del lavoro, ma una mossa di natura ideologica. “Mi pare che ci sia un isolamento politico della Cgil, che non firma i contratti e organizza gli scioperi sempre di venerdì. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona”, ha aggiunto.

“La Cgil è isolata nel mondo del lavoro”

Per Tajani, la Cgil è ormai distante dai lavoratori e dai sindacati più rappresentativi. “Quando la Cisl, la Uil e gli autonomi non aderiscono allo sciopero e invece firmano contratti che portano aumenti salariali ai lavoratori, significa che la Cgil è isolata nel mondo del lavoro”, ha spiegato.
Il vicepremier azzurro ha voluto rimarcare come l’esecutivo, attraverso il dialogo con altre sigle, stia promuovendo misure concrete a sostegno di imprese e dipendenti. “Noi lavoriamo per il bene del Paese, non per creare scontri ideologici”, ha precisato.

L’affondo su Landini: “Vuole diventare leader della sinistra”

Tajani ha poi puntato il dito contro il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ipotizzando un fine politico dietro la mobilitazione. “La Cgil è sempre contro, forse perché Landini ha delle mire politiche e vuole diventare leader della sinistra. È legittimo, ma allora faccia un’analisi politica, non sindacale”, ha concluso.
Lo scontro tra governo e Cgil, già acceso dopo le polemiche sugli scioperi precedenti, torna dunque a infiammarsi a poco più di un mese dalla nuova protesta nazionale.