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“Fuori chi non rispetta la nostra cultura”: Salvini infiamma Bari sul tema migranti

Il vicepremier e leader della Lega rilancia la linea di governo: lotta all’Agenzia delle Entrate, riforme della giustizia, stop all’immigrazione incontrollata e cantieri per il Sud.

Pace fiscale e manovra: “Basta nuove tasse, servono fiducia e lavoro”

Tappa barese per Matteo Salvini, che ha partecipato a un incontro elettorale della Lega in vista delle Regionali, ribadendo i punti cardine del programma di governo. “C’è la pace fiscale nella legge di bilancio, le rate si potranno pagare da luglio del prossimo anno, ma stiamo lavorando per ampliare la platea, includendo chi ha accertamenti in corso”, ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Sulla manovra, Salvini ha sottolineato che “è buona ma può essere migliorata”, precisando che “la priorità è liberare milioni di italiani ostaggio dell’Agenzia delle Entrate”. Ha poi aggiunto: “Rottamare le cartelle è la vita vera, non la patrimoniale. Non è tempo di nuove tasse, ma di tagliarle”.
Nel collegamento con il convegno di Confcommercio Mobilità a Milano, il vicepremier ha anche attaccato duramente l’agenda verde europea: “Il Green Deal è un enorme abbaglio, se non una truffa. Va azzerato e fermato chiedendo scusa. È stato un errore tedesco, accettato da Bruxelles e votato da parlamentari italiani che non sapevano neanche cosa stavano facendo”.

Migranti, sicurezza e difesa: “Serve una risposta ferma dello Stato”

Nel suo intervento a Bari, il leader leghista ha dedicato ampio spazio al tema migratorio. “L’Europa sta permettendo a troppi immigrati, soprattutto islamici, di distruggere il nostro tessuto sociale, valoriale ed economico”, ha affermato. E ha precisato: “Il problema non è il dio, ma il rispetto delle nostre regole. Chi non è disposto a farlo, fuori dalle palle, torni da dove è arrivato”.
Sul piano della sicurezza, ha annunciato un nuovo decreto sicurezza e immigrazione, redatto insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Se riusciamo lo presentiamo già in settimana. Il pacchetto affronterà anche il tema degli sfratti”.
Parlando delle spese militari, Salvini ha rilanciato la sua visione: “Dover trovare miliardi per missili e sommergibili non è la mia manovra. Il problema non è l’invasione dei carri armati russi ma quella dei clandestini nelle nostre città. Spendiamo per la difesa? Bene, allora assumiamo carabinieri e mettiamo militari sui treni e davanti alle scuole dove vendono droga ai nostri figli”.

Giustizia, infrastrutture e Milano del futuro: “Ripartire dal lavoro e dalle città”

Il vicepremier ha ribadito anche l’impegno per la riforma della giustizia, definendola “compiuta solo quando ci sarà la responsabilità personale dei giudici che sbagliano sulla pelle delle persone”.
Sul fronte delle opere pubbliche, Salvini ha confermato che i lavori del Ponte sullo Stretto di Messina partiranno “all’inizio del 2026, magistratura permettendo”. Ha inoltre annunciato nuovi cantieri in Puglia e nel Mezzogiorno, sottolineando che “l’Italia deve tornare una Repubblica fondata sul lavoro, non sulla burocrazia”.
Da Milano, infine, è arrivato l’appello a una città “per tutti, non solo per pochi”: “La Milano di oggi è inarrivabile, anche per medici, architetti o poliziotti. Serve un piano casa che renda gli alloggi accessibili e una mobilità sostenibile ma inclusiva”.