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Aviaria, quattro decessi in Libia paura in Italia

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In Libia è scoppiata l’epidemia del virus dell’influenza aviaria che ha causato, in pochi giorni, la morte di quattro persone.

Le notizie che arrivano dal paese africano, che si affaccia sul mar Mediterraneo, non sono per nulla rassicuranti.

Un’altra persona è stata ricoverata con urgenza in un ospedale libico e si sospetta che sia stata colpita dall’influenza aviaria.

E’ stato il ministro della salute libico,  Ridha Awkali, a rendere noto che nella nazione africana si è sviluppato negli ultimi giorni un focolaio di virus dell’influenza aviaria che ha provocato il decesso di quattro persone.

Il titolare del dicastero della salute del paese nord africano ha reso noto che le morti sono avvenute in una zona a est della Libia.


Tre sono le persone morte per l’influenza aviaria a Tripoli, capitale della Libia e il quarto decesso si è registrato nella città di Tobruk.

Sempre a Tobruk, in un ospedale della città, è stata ricoverata la quinta persona che ha contratto il virus.

L’Organizzazione Mondiale della Salute in questi giorni invierà in Libia alcuni ispettori che monitoreranno l’evoluzione del virus nel paese africano.

Il ministro, Ridha Awkali, ha anche dichiarato che in Libia il temuto virus dell’ebola non ha provocato alcun decesso.

Nei paesi confinanti alla Libia quali Sierra Leone, Liberia e Guinea il virus dell’ebola ha provocato, dall’inizio dell’anno, quasi  8 mila decessi.

L’influenza aviaria ha provocato dal 2003 ad oggi 400 decessi in Asia, 170 soltanto nel 2013.

La paura che in Italia il virus dell’influenza dell’aviaria possa diffondersi è tanta anche perché la gran parte degli immigrati che quasi ogni giorno sbarcano nel nostro paese partono e provengono dalla Libia.

L’Italia ha dimostrato di essere preparata ad affrontare il virus dell’ebola.

Il primo paziente italiano colpito dal virus, che ha provocato diverse morti in Africa, sta pian piano guarendo

Enrico Brivio , portavoce italiano della comunità europea, ha reso noto che,al momento, non vi è alcun pericolo in Italia di  diffusione del virus dell’influenza aviaria.