Scontro in diretta Tv, Lambertucci: “La donna nasce madre”. Bortone: “I valori tradizionali ci chiudevano in gabbia”
Un confronto acceso tra Serena Bortone e Rosanna Lambertucci ha animato Bar Centrale su Rai 1, dividendo il pubblico sul tema del ruolo femminile nella società contemporanea.
Scontro su tradizione e modernità
La puntata di Bar Centrale condotta da Elisa Isoardi è stata segnata da un vivace dibattito tra Serena Bortone e Rosanna Lambertucci, protagoniste di un confronto diretto e dai toni accesi. Al centro della discussione, la visione del ruolo femminile nell’epoca contemporanea, con un riferimento preciso al fenomeno delle cosiddette “tradwives”, donne che sui social sostengono un ritorno ai modelli di genere più tradizionali.
A dare il via al confronto è stata Serena Bortone, che ha definito questo orientamento come la scelta di chi ritiene che la felicità risieda nell’obbedienza all’uomo. “Ognuno sceglie la felicità che desidera. Se una sceglie la felicità essendo sottomessa agli uomini…”, ha dichiarato la giornalista, evidenziando come alcune sostenitrici del movimento ribadiscano che la loro massima aspirazione sia “obbedire all’uomo”.
La replica di Lambertucci e la divergenza sui ruoli femminili
Le parole di Bortone hanno immediatamente trovato la replica di Lambertucci, che ha contestato l’impostazione del ragionamento. “Stiamo dando un messaggio agli italiani. Tu, Serena, hai una tua mentalità…”, ha affermato, mentre la giornalista tentava di intervenire: “Oddio che fatica oggi… Mi fai finire di parlare? Perché ce l’hai con me oggi?”.
Il confronto è proseguito con posizioni sempre più distanti. Mentre Bortone ribadiva che “le tradwives sono felici di obbedire agli uomini, lo dicono loro”, Lambertucci ha sostenuto una visione diversa: “Ma lascia stare quello che dicono loro. Il vero ruolo della donna è dare serenità. La donna nasce madre, la maternità è femminile”.
Secondo la conduttrice, l’esperienza femminile sarebbe profondamente legata alla capacità di accudire, un elemento che nei paesi più poveri rappresenterebbe un privilegio e una forza. La giornalista ha però ribattuto che proprio i modelli tradizionali, nel corso dei secoli, avrebbero impedito alle donne di esprimere pienamente le proprie abilità professionali e creative: “Pensate quante scienziati, scrittrici, imprenditrici ci siamo perse perché i cosiddetti valori domestici le chiudevano nella gabbia domestica come angelo del focolare”.
