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Giannini accusa Meloni a diMartedì: “Vuole eliminare ogni contro-potere”

A diMartedì Massimo Giannini critica il governo Meloni, sostenendo che voglia indebolire magistratura e istituzioni di garanzia tramite riforme e premierato.

L’attacco sulle istituzioni e il premierato

Ospite a diMartedì, la trasmissione politica di La7 condotta da Giovanni Floris, il giornalista Massimo Giannini ha rivolto dure critiche all’azione del governo guidato da Giorgia Meloni, sostenendo che le riforme in discussione avrebbero l’obiettivo di ridurre il ruolo delle istituzioni di controllo.

L’ex direttore di Radio Capital e de La Stampa ha tracciato un parallelo storico partendo da Silvio Berlusconi, definito “il prototipo dei poteri populisti affabulatori”. Secondo Giannini, l’attuale maggioranza sarebbe intenzionata “a fare piazza pulita di tutto quello che li può intralciare”, citando magistratura, Corte Costituzionale e Corte dei Conti.

Il premierato, a suo dire, trasformerebbe la figura del capo dello Stato in un ruolo privo di peso politico: “L’elezione diretta del presidente del Consiglio serve esattamente a trasformare il presidente della Repubblica nel re travicello della nostra democrazia, cioè conta solo il premier”.

Il paragone con Trump e la critica alle riforme della Giustizia

Nel suo intervento, Massimo Giannini ha collegato le politiche del governo a un modello comunicativo basato sulle “verità alternative”, citando Donald Trump come riferimento internazionale.

Ha sostenuto che gli interventi sulla Giustizia rientrino in una strategia di ridimensionamento del ruolo dei magistrati, affermando che riforme e narrative politiche avrebbero l’obiettivo di ostacolare l’azione degli organi di garanzia.

Il ragionamento è stato accolto in studio come parte del più ampio dibattito sulla struttura istituzionale italiana, in un confronto che coinvolge anche la discussione sulle autonomie e sui poteri dell’esecutivo. Le sue affermazioni si inseriscono nelle critiche già espresse da diversi esponenti dell’opposizione riguardo al rischio di concentrazione del potere nelle mani del governo.

Sanatorie e accuse di clientelismo

Il giornalista ha anche commentato le misure di condono e agevolazioni introdotte negli ultimi anni, collegandole alle scadenze elettorali. In riferimento alle Marche, ha citato il finanziamento a opere pubbliche come autostrade e strutture sanitarie, sostenendo che fossero interventi collegati alla campagna per il voto regionale.

La critica si è concentrata poi sui provvedimenti edilizi, con il riferimento a un nuovo intervento varato in vista delle elezioni in Campania.

“Credo sarebbe il ventitreesimo condono approvato da questo governo”, ha affermato, sostenendo che tali misure penalizzerebbero chi paga regolarmente le imposte: “Il messaggio che passa è come ai tempi di Achille Lauro, quando valeva il principio del ‘prima di votare ti do una scarpa, poi se mi hai votato ti do anche la seconda’.

Tutto avviene alle spese degli italiani onesti, quelli che continuano come degli imbecilli a pagare le tasse, mentre gli altri non le pagano, tanto sanno che poi arriverà il condono delle destre”.