Bari, a 12 anni in frutteria per sostenere la famiglia, interviene il preside e crea per lui un progetto per riportarlo in classe
Un dodicenne di Bari lavora ogni mattina nella frutteria di famiglia e torna a studiare grazie a un progetto flessibile ideato dal dirigente scolastico.
La storia di Michele e la scoperta delle sue assenze
Il caso di Michele, nome di fantasia, emerge all’istituto comprensivo Eleonora Duse di Bari, dove i docenti notano una frequenza scolastica discontinua.
La professoressa di italiano tenta più volte di contattare i familiari senza ottenere risposta e decide di confrontarsi con il dirigente Gerardo Marchitelli.
Il preside sceglie di recarsi personalmente nella frutteria dove il ragazzo lavora ogni mattina dalle 8, sistemando cassette di frutta e verdura prima di indossare lo zaino.
Nel retrobottega trova la nonna, che gli spiega la situazione familiare: il padre è immobilizzato da mesi e la madre soffre di problemi cardiaci.
Il ragazzo aiuta perché il negozio rappresenta l’unica fonte di reddito.
Una soluzione su misura per non perdere la scuola
Il dirigente comprende che la difficoltà non riguarda il comportamento, ma la necessità di sostenere la famiglia.
Propone quindi un percorso alternativo: orario scolastico flessibile, supporto di un tutor e possibilità di aiutare la nonna nei giorni di maggior lavoro.
Il ragazzo parteciperà anche a un laboratorio dedicato all’educazione civica e all’imprenditorialità, così da valorizzare ciò che vive ogni giorno dietro il bancone.
La settimana successiva Michele torna in classe, accolto con affetto da compagni e docenti.
Da quel momento, tra le cassette di ortaggi e agrumi c’è sempre anche il suo zaino.
Il ritorno alla normalità e un esame che diventa simbolo
Nei mesi successivi il ragazzo porta avanti sia il lavoro in frutteria sia gli impegni scolastici, fino agli esami di terza media.
Fra i commissari c’è anche il dirigente Marchitelli, che segue il percorso del ragazzo sin dal primo incontro.
Michele presenta un elaborato sull’economia locale ispirato alla frutteria della nonna, raccontando come responsabilità, solidarietà e lavoro possano diventare leve di crescita personale.
Parla con sicurezza, con il tono di chi ha compreso il valore di ciò che ha vissuto.
La commissione apprezza il suo percorso, riconoscendo nel suo impegno un esempio di resilienza.
Un equilibrio tra studio e responsabilità familiari
Oggi il ragazzo continua gli studi e mantiene l’impegno preso: ogni mattina passa in frutteria per aiutare la nonna e poi corre a scuola.
Il suo percorso dimostra come l’ascolto e la flessibilità possano sostenere chi affronta situazioni difficili senza rinunciare all’istruzione.
Una storia in cui la scuola diventa un luogo capace di accogliere e comprendere, permettendo a un dodicenne di Bari di non abbandonare il suo futuro.
