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Emiliano verso la toga: FdI attacca: “Dopo 20 anni di politica, torna in magistratura e pretende aumenti”

L’ex governatore Michele Emiliano chiede il rientro in magistratura con avanzamenti di carriera, mentre Fratelli d’Italia denuncia “una forzatura” e invoca la riforma della giustizia.

La richiesta di rientro di Emiliano e le critiche di Fratelli d’Italia

Terminato il mandato alla guida della Regione Puglia, Michele Emiliano, 66 anni, ha presentato domanda per rientrare in magistratura, chiedendo che i 22 anni trascorsi nelle istituzioni politiche vengano considerati utili ai fini della progressione professionale. Secondo quanto riportato da Il Dubbio, l’ex sindaco di Bari e governatore pugliese vorrebbe essere reintegrato con il riconoscimento degli scatti e degli avanzamenti che avrebbe maturato se avesse continuato la carriera giudiziaria. La posizione ha provocato una reazione dura da parte di Fratelli d’Italia, che in una nota ha dichiarato: “Dopo vent’anni di carriera politica, Michele Emiliano vuole rientrare in magistratura pretendendo aumenti e promozioni come se avesse continuato a fare il magistrato. Chiede di essere valutato non per meriti giudiziari, ma per gli anni trascorsi da sindaco e presidente di Regione”. Per il partito guidato da Giorgia Meloni, la richiesta rappresenta “una forzatura con la pretesa di scalare posizioni e stipendio. Separare politica e magistratura è oggi più che mai urgente. Sì, riformiamo la giustizia”.

Il ruolo politico e il vertice sull’ex Ilva

Parallelamente alla vicenda legata al suo rientro in magistratura, Michele Emiliano ha partecipato al vertice convocato al Mimit per discutere della situazione dell’ex Ilva di Taranto. L’ex governatore ha rivolto un appello diretto al governo, sostenendo la necessità di certezze per il territorio e per i lavoratori dello stabilimento. “Chiediamo garanzie sulla riqualificazione dello stabilimento di Taranto”, ha affermato durante l’incontro, sottolineando la complessità di una fase definita ancora “molto incerta”. Emiliano ha riferito che il ministro competente ha illustrato prospettive di intervento, ma nessuna, a suo giudizio, fornirebbe assicurazioni concrete a Regione, Comune di Taranto e personale impiegato. Ha aggiunto che, senza risposte chiare, potrebbe aumentare il rischio di nuove mobilitazioni sindacali.

Le preoccupazioni sulla tenuta dello stabilimento

Il governatore uscente ha insistito sulla necessità di prevenire scenari che possano aggravare la situazione produttiva dell’impianto siderurgico. “La situazione è ancora molto incerta, il ministro si è affannato a fornire prospettive, ma nessuna garantisce le certezze richieste”, ha osservato, paventando il rischio di un ritorno alle proteste in assenza di sviluppi concreti. Secondo Emiliano, un’eventuale ripresa delle iniziative sindacali causerebbe ulteriori danni alla produzione, già compromessa da anni di crisi e di interventi parziali. Il confronto tra istituzioni e governo proseguirà nelle prossime settimane, mentre rimane aperto il dibattito politico sulla richiesta di rientro del dirigente pugliese nella magistratura.