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Jobs Act e riforma pensioni, le novità licenziamenti statali

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Il Jobs Act non sarà applicato ai dipendenti statali, ad affermarlo è stato lo stesso Presidente del Consiglio che ha riferito che le nuove norme su licenziamenti ed assunzioni contenute nel nuovo provvedimento del lavoro non riguarderanno il mondo dei lavoratori pubblici.

I lavoratori pubblici erano sul piede di guerra perché fino alla conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio non era chiara se la nuova riforma del lavoro riguardasse anche i dipendenti statali.

Matteo Renzi ha detto che la riforma dei contratti dei dipendenti statali sarà rivista con la riforma della Pubblica amministrazione che dovrebbe essere discussa, e l’esecutivo spera approvata, a febbraio dell’anno prossimo.

A conferma delle parole pronunciate da Matteo Renzi sono arrivate le dichiarazioni della titolare del dicastero della pubblica amministrazione, Marianna Madia.


Il presidente del Consiglio ha anche detto che nel pubblico il governa punta  a “mandare a casa i fannulloni”.

La riforma della pubblica amministrazione, così come è stata presentata in parlamento, non prevede, al momento, norme sul licenziamento dei lavoratori statali ma solo sulle nuove assunzioni.

Probabile che il governo intervenga con un emendamento ad hoc sui licenziamenti, inserito nella nuova riforma della PA che sarà discussa a febbraio del prossimo anno.

Per quanto riguarda le pensioni, nulla di nuovo per i Quota 96 che ancora una volta non hanno visto risolto il loro problema nato dall’approvazione della riforma Fornero.

I lavoratori del reparto scuola avevano sperato che nella nuova legge di stabilità ci fosse un emendamento che prevedesse la pensione per i quasi 4 mila dipendenti della scuola che fanno parte della categoria dei Quota 96.

La nuova legge di stabilità, così come è stata approvata, non ha previsto alcun cambiamento per l’età pensionabile nel mondo della scuola.

Per quanto riguarda i lavoratori precoci e usuranti la proposta del ministro Poletti che ha ad oggetto il prestito pensionistico non è stata inserita nella legge di Stabilità.

Per le categorie di lavoratori precoci e usuranti qualche novità potrebbe arrivare il prossimo anno dal nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri.