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Cacciari si alza e se ne va mentre parla la Schlein: “Ma di cosa vi stupite che vincono le destre?”

A Milano Massimo Cacciari abbandona un evento Pd dopo pochi minuti. Critica i discorsi di Elly Schlein e liquida l’iniziativa come “minestroni”, scatenando polemiche.

L’evento Pd a Milano e l’uditorio d’eccezione

La scena si consuma a Milano, durante un’iniziativa del Partito Democratico. Sul palco Elly Schlein, impegnata nel consueto intervento politico. In platea, tra gli ospiti, Massimo Cacciari, presenza non banale per un appuntamento di partito.
Il copione iniziale non sorprende: la Schlein rivendica i risultati elettorali e le regioni conquistate dal centrosinistra. Per chi segue la segretaria dem, il registro è quello noto, già visto anche nelle sue apparizioni televisive, come a Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber. Questa volta, però, il pubblico comprende un osservatore abituato a interventi diretti e taglienti, poco incline alla retorica di partito.

Il gesto di Cacciari e le parole taglienti

Il momento che cattura l’attenzione arriva all’improvviso. Mentre la Schlein continua il suo intervento, Cacciari si alza e lascia la sala. Le immagini, diffuse dai The Journalai, mostrano il filosofo con un atteggiamento che tradisce insofferenza. Alla domanda: “L’ha emozionata sto discorso?”, la risposta è secca: “Eh guarda…”.
Quando l’inviato insiste – “Non durano un po’ troppo sti eventi del Pd?” – Cacciari affonda il colpo: “Eventi? Beh… evento. Sono minestroni…”. Una battuta che diventa immediatamente virale e che sintetizza un giudizio netto sul format e sui contenuti dell’iniziativa. Il gesto dell’uscita anticipata, unito alle parole pronunciate, trasforma una normale kermesse di partito in un caso politico-mediatico.

La critica dal palco e il messaggio al Pd

Non è la prima volta che Cacciari rivolge critiche al centrosinistra. In precedenza, dal palco, aveva osservato: “Ma di cosa vi stupite che vincono le destre? Chi deve vincere?”. Una frase pronunciata con la Schlein tra il pubblico, sorridente, che suona come una lezione severa sulle dinamiche politiche attuali.
L’episodio di Milano rafforza l’idea di una distanza profonda tra il linguaggio del Pd e l’analisi di chi, come Cacciari, legge il quadro politico con categorie diverse. L’uscita anticipata e le parole liquidatorie non sono solo un gesto di stanchezza personale, ma diventano il simbolo di una critica più ampia alla proposta politica del partito e alla sua capacità di parlare a un elettorato più vasto.