Italia & Dintorni

Migranti e Mediterraneo, Feltri durissimo: “Non sono disperati ma opportunisti”

Vittorio Feltri attacca Ong, sinistra e accoglienza: sull’immigrazione chiede uno stop netto, rifiuta l’umanitarismo e avverte sui rischi politici di una rivolta elettorale.

Feltri sull’immigrazione e la fine dell’ipocrisia politica

Nel suo intervento, Vittorio Feltri rivendica la necessità di abbandonare ogni forma di ambiguità sul tema dell’immigrazione.
Adesso basta. È arrivato il momento di uscire dalla ipocrisia e di dire le cose che pensiamo davvero”, afferma, chiarendo fin da subito la propria posizione.
Secondo Feltri, l’Italia avrebbe assunto nel tempo il ruolo di destinazione privilegiata per i flussi migratori, una scelta che l’autore definisce volontaria e politicamente incentivata.
Dei migranti non ce ne importa un fico secco. Vadano dove vogliono, ma la smettano di puntare all’Italia quale meta”, sostiene, respingendo l’idea che il Paese debba farsi carico di un’accoglienza generalizzata.
Nel mirino finiscono anche le organizzazioni umanitarie: “Non ce ne frega nulla delle Ong né, tantomeno, dei loro scopi umanitari”.

Sbarchi, Mediterraneo e critica al soccorso in mare

Il giornalista concentra poi l’attenzione sugli sbarchi dal Nord Africa e sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.
Non crediamo alle fanfaluche dei piagnoni che sostengono la necessità di salvare in mare i migranti”, afferma, sostenendo che chi parte non fuggirebbe né da guerre né da condizioni di miseria estrema.
Secondo Feltri, chi salpa dalla Libia con l’obiettivo di raggiungere Lampedusa agirebbe con piena consapevolezza.
Chi salpa dalla Libia con l’intenzione di attraccare a Lampedusa non è un disperato ma un opportunista”, scrive, invitando a interrompere quella che definisce una catena di soccorsi destinata a trasformarsi in assistenza permanente.
Da qui l’invito a interrompere i salvataggi e a rifiutare il ruolo di “buoni samaritani”, ritenuto insostenibile dal punto di vista economico e sociale.

Accoglienza, costi sociali e avvertimento politico finale

Nel passaggio conclusivo, Feltri collega il tema migratorio alla crisi economica e al carico fiscale sui cittadini italiani.
Ci siamo impoveriti a causa della crisi economica e non abbiamo i mezzi per nutrire orde di immigrati desiderosi di vivere a sbafo”, afferma, chiedendo di bloccare gli sbarchi senza ulteriori mediazioni.
L’attacco si estende all’Unione europea, alle élite finanziarie e a quella che definisce una retorica umanitaria strumentale.
Siamo stanchi di subire l’umanitarismo straccione di quelli che poi sfruttano gli extracomunitari per arricchirsi”, aggiunge.
Il messaggio finale assume i toni di un avvertimento politico: “I partiti predicatori dell’accoglienza non prenderanno più un voto ma molti calci nel deretano”, prospettando una reazione di protesta e ribellione da parte dell’elettorato.