Salvini avverte la Meloni: “Carburante a rischio, voli ridotti se crisi peggiora”

Il ministro Matteo Salvini interviene sulla crisi energetica legata allo Stretto di Hormuz, rassicura sulle scorte ma avverte sui rischi per voli e costi, nel governo di Giorgia Meloni.

Meloni e Salvini: allarme carburante e tensioni sullo Stretto di Hormuz

Durante il question time, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha affrontato il tema della crisi energetica collegata alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per l’approvvigionamento di carburante. La questione coinvolge direttamente anche il governo guidato da Giorgia Meloni, con possibili ripercussioni su trasporti e costi.

“Le riserve garantiscono l’operatività per tutto il mese di maggio”, ha dichiarato Matteo Salvini, precisando che al momento non si configura una situazione di emergenza. Tuttavia, ha evidenziato come “il 50% del nostro carburante transita per lo stretto di Hormuz”, sottolineando l’esposizione dell’Italia alle tensioni internazionali.

Le dichiarazioni di Salvini su voli, prezzi e rischio riduzioni

Nel suo intervento, Matteo Salvini ha chiarito: “Voglio essere chiaro – non siamo di fronte a un’emergenza che mette a rischio la sicurezza voli o la continuità territoriale. Il nostro Paese regge”.

Allo stesso tempo, ha avvertito che l’evoluzione del conflitto potrebbe incidere sul settore: “Se la guerra in Iran dovesse proseguire non si può escludere una riduzione dei voli disponibili”. Il ministro ha poi fornito dati sui prezzi: “La scorsa settimana il prezzo medio di questo carburante si è attestato a 180 dollari al barile… parliamo di un più 80% rispetto alla settimana precedente allo scoppio del conflitto”.

Le misure del governo e lo scontro con le opposizioni

Matteo Salvini ha illustrato le misure adottate: “Dal 19 marzo abbiamo ridotto la componente fiscale di 25 centesimi al litro… senza gli aumenti sarebbero stati ben più pesanti”. Ha aggiunto che è previsto “un credito d’imposta da 100 milioni di euro per le imprese di autotrasporto merci”.

Il ministro ha poi respinto le critiche delle opposizioni: “Dallo scoppio della guerra in Iran il governo non è rimasto fermo… senza l’intervento del governo gli aumenti sarebbero stati ancora maggiori”.

Infine, ha rilanciato la richiesta politica: “Serve il coraggio di rivedere alcune scelte del Green Deal… e rivedere il patto di stabilità non è una questione tecnica, è una scelta immediata”. E ha concluso: “Faremo di tutto per evitare il blocco del Paese e sostenere imprese e lavoratori”.

Lascia un commento