Rizzo contro Landini senza mezzi termini, “La Cgil non difende più chi lavora”

Marco Rizzo attacca Maurizio Landini e la Cgil: accuse su rappresentanza dei lavoratori, gestione sindacale e crisi economica tra salari, energia e imprese.

Rizzo contro Landini: “La Cgil ha smarrito la funzione di rappresentanza dei lavoratori”

Nel giorno del Primo Maggio, il leader di Democrazia Sovrana Popolare Marco Rizzo ha lanciato un attacco diretto al segretario della Cgil Maurizio Landini, intervenendo ai microfoni di Voce Libera. Le dichiarazioni si concentrano sul ruolo attuale del sindacato e sul cambiamento rispetto al passato.

“Con Landini Di Vittorio si rigira nella tomba. Il sindacato confederale con la concertazione da una parte e l’attenzione quasi fanatica verso i diritti civili, ha smarrito la funzione di rappresentanza dei lavoratori. Oggi la CGIL serve più ai sindacalisti che non ai lavoratori”, ha dichiarato Marco Rizzo, citando Giuseppe Di Vittorio.

Accuse sui sindacati: “Bloccano alternative e penalizzano lavoratori e imprese”

Nel corso di una nota diffusa in occasione della Festa dei Lavoratori, Marco Rizzo ha approfondito le sue critiche al sistema sindacale.

“La totale mancanza di democrazia si misura non solo nella politica, dove i partiti ti dicono una cosa e poi ne fanno un’altra, ma anche nelle relazioni sindacali, dove i sindacati confederali bloccano qualunque altra alternativa sindacale, con la benedizione del CNEL. Vale per la Cgil che fa contratti a cinque euro lorde l’ora, salvo poi definire ‘contratti pirata’ tutti gli altri, vale per le casse edili dove sempre i sindacati confederali tengono fuori tutti gli altri. A prendersela in quel posto sono sempre i lavoratori, assieme a rappresentanze sindacali per bene ed anche a piccole e medie imprese che cercano di tenere in piedi il Paese”.

Economia e lavoro: “Non si può restare in silenzio davanti alla crisi”

Nel suo intervento, Marco Rizzo ha evidenziato le difficoltà che coinvolgono lavoratori e sistema produttivo.

“Il lavoro è maltrattato da trent’anni” e “oggi non si può restare in silenzio di fronte al dramma che stanno vivendo i lavoratori e la piccola e media impresa nel Paese, asse portante della nostra economia”, ha affermato.

“Non si può restare inerti rispetto all’aumento del costo della vita per i cittadini, in cui la componente dell’energia che ha costi ormai esorbitanti, costituisce larga parte del bilancio famigliare”, ha aggiunto.

Infine, il riferimento agli extra profitti energetici: “Non possiamo non condannare gli extra profitti delle aziende energetiche nostrane che hanno incrementato di gran lunga i dividendi degli azionisti”.

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