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Sondaggi, Meloni boom, Schlein crolla, Vannacci e Salvini quasi pari, sale Conte

I sondaggi Ipsos riportano Fratelli d’Italia in crescita, mentre il Pd arretra e Futuro Nazionale può cambiare gli equilibri elettorali.

Sondaggi politici, Fratelli d’Italia risale e il Pd finisce sotto pressione

L’effetto referendum sembra già esaurito e i nuovi sondaggi politici Ipsos, illustrati da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, fotografano un quadro molto diverso da quello immaginato dal campo progressista dopo il voto di marzo. La bocciatura della riforma del governo non si è trasformata in una spinta stabile per il campo largo, mentre Fratelli d’Italia torna a crescere e il Partito democratico subisce una flessione pesante.
Il partito guidato da Giorgia Meloni guadagna l’1,4% rispetto alla precedente rilevazione e arriva al 27,6%, recuperando terreno dopo la fase negativa successiva al referendum. Nel centrodestra arretra invece Forza Italia, che perde lo 0,8% e scende all’8,2%, mentre la Lega resta quasi ferma al 5,7%, dato che rappresenta comunque uno dei livelli più bassi dalle elezioni politiche del 2022.
La vera novità interna all’area di destra è però Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che sale dello 0,7% e raggiunge il 4,8%. Il dato avvicina la nuova formazione alla Lega, distante ormai meno di un punto, e rende il generale un possibile ago della bilancia in vista della nuova legge elettorale. La sua collocazione, dentro o fuori il centrodestra, potrebbe cambiare radicalmente la distribuzione dei seggi.

Pd in caduta, il Movimento 5 Stelle si avvicina e Schlein perde terreno

Sul fronte dell’opposizione, il dato più pesante riguarda il Partito democratico. I dem perdono il 2,2% e scendono al 20,1%, tornando intorno alla soglia psicologica del 20%. È uno dei risultati più bassi registrati negli ultimi anni e conferma una difficoltà politica che il referendum non è riuscito a cancellare.
Il calo del Pd viene letto anche alla luce dell’effetto delle elezioni comunali, in particolare della sconfitta del candidato sostenuto con forza a Venezia. La leadership di Elly Schlein appare dunque sotto pressione, anche perché il distacco da Fratelli d’Italia resta superiore ai sette punti, mentre il vantaggio sui 5 Stelle si assottiglia.
Il Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, guadagna due decimi e arriva al 14,5%. La distanza dal Partito democratico si riduce così a poco più di cinque punti e mezzo, un margine che non si vedeva da tempo. In questa fase, i dem sembrano costretti a guardare più alle proprie spalle che alla vetta occupata da Fratelli d’Italia.
Nel resto dell’area progressista, Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,8%, Italia Viva resta al 2% e +Europa all’1,5%. Fuori dagli schieramenti principali, Azione è al 3,1%, appena sopra la soglia prevista dalla riforma elettorale in discussione. Cala lievemente anche l’area di indecisi e astenuti, che si ferma al 39,8%, due punti in meno rispetto ad aprile.

Futuro Nazionale può ribaltare i seggi: Vannacci pesa sul premio di maggioranza

Il sondaggio segnala anche l’assenza di un vero effetto referendum. Secondo l’analisi di Pagnoncelli, quasi un quarto degli elettori del No è tornato verso l’astensione, mentre tra chi ha votato a favore della riforma della giustizia la quota scende al 16%. Il gradimento del governo cala appena, dal 41% al 40%, mentre quello di Giorgia Meloni resta stabile al 42%. Tra i leader politici, Giuseppe Conte rimane davanti ad Antonio Tajani, mentre Elly Schlein perde tre punti.
La parte più rilevante della rilevazione riguarda però la simulazione dei seggi con la possibile riforma della legge elettorale. Senza Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra, il campo largo arriverebbe al 44,9%, contro il 42,3% dell’attuale maggioranza. In questo scenario, i progressisti otterrebbero il premio di maggioranza e salirebbero a 220 deputati, mentre il centrodestra si fermerebbe a 148. A questi si aggiungerebbero i 17 eletti di Futuro Nazionale e gli 11 di Azione.
Lo scenario cambia completamente se il partito di Roberto Vannacci entra nella coalizione di centrodestra. In quel caso, l’alleanza salirebbe al 47,1% e conquisterebbe il premio di maggioranza, ottenendo 220 seggi contro i 165 del campo largo e gli 11 di Azione.
Il dato rende evidente il peso politico di Vannacci, ma non elimina le incognite. Una coalizione allargata potrebbe infatti modificare il comportamento degli elettori, soprattutto in aree più moderate come Forza Italia, dove la presenza del generale potrebbe non essere accolta senza conseguenze. Il quadro, però, resta chiaro: con questi numeri, Futuro Nazionale non è più soltanto una sigla laterale, ma un possibile fattore decisivo nella partita per il prossimo governo.