Meloni-Vannacci, prove d’intesa: Alemanno apre sul caso Roggero e sull’immigrazione, “Fiducia possibile”

Fratelli d’Italia chiede il voto di fiducia al governo, mentre Futuro nazionale apre a convergenze su immigrazione, sicurezza e caso Roggero.

Il dialogo tra Fratelli d’Italia e Futuro nazionale resta difficile, ma non appare definitivamente chiuso. Tra il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la formazione di Roberto Vannacci emergono possibili convergenze su immigrazione, sicurezza, identità culturale e contrasto all’islam politico. L’ostacolo principale, però, rimane il rapporto con il governo: per i meloniani qualsiasi confronto deve partire dal sostegno parlamentare all’esecutivo.

“Qualunque ragionamento è subordinato al voto della fiducia al governo”, spiegano fonti parlamentari di Fratelli d’Italia. Dai gruppi vicini a Vannacci, invece, arriva una risposta prudente: “Nessuno ci ha chiamato”.

Le due forze politiche continuano quindi a studiarsi senza avviare una trattativa ufficiale. Fratelli d’Italia non intende accettare condizioni o ultimatum dal generale, mentre Futuro nazionale non vuole presentarsi come una forza pronta a entrare nella maggioranza senza un accordo politico sui contenuti.

La posizione dei meloniani viene riassunta in un’obiezione precisa: “È contraddittorio pretendere il dialogo con la Meloni, cercando di mandarla a casa. Perché non votarle la fiducia significa questo”.

Meloni e Vannacci, Alemanno apre sul caso Roggero

Un possibile terreno d’incontro è rappresentato dal caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi di reclusione dopo aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo mentre fuggivano dalla sua attività.

A indicare la possibilità di una convergenza è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed esponente di Futuro nazionale. Pur non parlando direttamente a nome di Vannacci, Alemanno ritiene che il partito possa valutare singoli provvedimenti del governo sulla base dei loro contenuti.

“Sul gioielliere noi ci siamo. La fiducia? Dipende su cosa. Su immigrazione e caso Roggero, per esempio, Fn è disponibile a convergenze”.

L’apertura non equivale a un sostegno generale all’esecutivo. Segnala però la disponibilità a votare insieme alla maggioranza su questioni considerate coerenti con l’identità politica di Futuro nazionale.

Anche Rossano Sasso, tra i primi parlamentari ad aver lasciato la Lega per aderire alla formazione di Vannacci, conferma che “al momento” non è stata avviata alcuna trattativa con Fratelli d’Italia. La precisazione lascia comunque aperta la possibilità che il confronto possa iniziare in occasione dei prossimi passaggi parlamentari.

Il caso Roggero potrebbe diventare uno dei primi banchi di prova. La vicenda ha già mobilitato una parte del centrodestra, con la richiesta di grazia sostenuta dalla Lega e le critiche rivolte alla severità della condanna.

Alemanno avverte Meloni: «Non può scaricare Vannacci»

Secondo Alemanno, la premier dovrà scegliere quale identità assegnare alla futura coalizione. L’ex ministro dell’Agricoltura mette in guardia dall’ipotesi di spostare ulteriormente Fratelli d’Italia verso il centro, escludendo Vannacci e cercando nuove intese con forze moderate.

“L’ipotesi di scaricare Vannacci e di allargare al centro, ai draghiani, assomiglia a quanto proposto a Gianfranco Fini anni fa, un’idea che si è poi rivelata perdente”.

Per Alemanno, se Meloni intende mantenere il proprio partito all’interno di una destra sovranista e sociale, il confronto con Futuro nazionale diventerebbe quasi inevitabile.

“È chiaro che se la premier vuole invece rimanere nell’alveo della destra, in quella sovranista e sociale, non può che sedersi al tavolo con Futuro nazionale”.

Il responsabile della comunicazione del partito, Massimiliano Simoni, conferma che non esiste un veto preventivo nei confronti di Fratelli d’Italia: “Nessuna chiusura, la chiusura non c’è mai stata. Noi siamo per l’Italia”.

La disponibilità al confronto resta però legata alle scelte parlamentari. Per Fratelli d’Italia, il voto di fiducia rappresenta la condizione necessaria per considerare Futuro nazionale un possibile interlocutore della maggioranza. Per i vannacciani, invece, l’appoggio all’esecutivo deve essere valutato provvedimento per provvedimento.

La Lega frena sul ritorno di Vannacci nel centrodestra

L’ostacolo più difficile non è rappresentato soltanto dai rapporti con Fratelli d’Italia. La Lega mantiene una posizione di netta contrarietà al ritorno di Vannacci come alleato della coalizione.

“La nostra posizione è di chiusura”, riferiscono fonti del Carroccio.

La rottura tra il generale e il partito di Matteo Salvini continua a pesare. Salvini ha più volte dichiarato di non essere rancoroso, ma questo non significa che la Lega sia pronta ad accettare Futuro nazionale all’interno dello schieramento.

Perplessità emergono anche in Forza Italia, soprattutto nella componente più centrista. Pier Silvio Berlusconi ha invitato ad aspettare la presentazione del programma di Vannacci prima di esprimere valutazioni definitive, ma nel partito restano forti dubbi sull’opportunità di un’alleanza.

Il tema è destinato ad assumere un peso crescente in vista delle prossime elezioni politiche. Futuro nazionale ha già superato la Lega in alcune rilevazioni e può sottrarre consensi soprattutto a Fratelli d’Italia, considerato il concorrente politicamente più vicino alla formazione di Vannacci.

Il dato rende più complessa la strategia di Meloni. Escludere il generale potrebbe dividere il voto della destra; accoglierlo nella coalizione rischierebbe invece di creare nuove tensioni con Lega e Forza Italia. Per il momento non esiste una trattativa, ma le aperture sul caso Roggero, sull’immigrazione e sulla sicurezza mostrano che il confronto è già iniziato.

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