4 di sera, Bernardini De Pace sul caso Roggero: ” Sentenza giustissima ma il risarcimento è vergognoso”

Annamaria Bernardini De Pace giudica corretta la condanna di Mario Roggero, ma contesta duramente i 780mila euro riconosciuti alle parti civili.

Annamaria Bernardini De Pace non mette in discussione la condanna inflitta a Mario Roggero, ma usa parole durissime contro il risarcimento riconosciuto ai familiari dei due rapinatori uccisi. Intervenuta a 4 di Sera, su Rete 4, la penalista ha definito «vergognosa» la somma che il gioielliere dovrà corrispondere alle parti civili, chiudendo il suo ragionamento con una domanda provocatoria: «Gli mancano i furti?».

La vicenda riguarda la rapina avvenuta il 28 aprile 2021 nella gioielleria di Gallo di Grinzane, nel Cuneese. Dopo l’assalto, Roggero inseguì i tre uomini all’esterno del negozio e aprì il fuoco: Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino morirono, mentre Alessandro Modica rimase ferito.

La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e nove mesi di reclusione, confermando anche le provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 780mila euro destinate ai familiari dei due uomini uccisi. Altri 10mila euro sono stati riconosciuti al rapinatore sopravvissuto.

Bernardini De Pace sul risarcimento a carico di Mario Roggero

È proprio sul versante economico che si concentra la critica di Bernardini De Pace. Il gioielliere avrebbe già versato circa 330mila euro, ottenuti anche attraverso la vendita di alcuni beni, mentre sarebbe rimasta esclusa la casa nella quale vive la sua famiglia.

La cifra già corrisposta rappresenta soltanto una parte delle somme stabilite in favore delle parti civili. La provvisionale di 780mila euro, infatti, costituisce un importo immediatamente esecutivo, mentre la quantificazione complessiva del danno può essere oggetto di ulteriori valutazioni in sede civile. Le richieste avanzate dalle parti coinvolte hanno raggiunto complessivamente diversi milioni di euro.

«Io lo trovo vergognoso, mentre la sentenza è giusta e non è giusto dire che gridi vendetta perché nella sentenza si è tenuto conto di tutto», ha dichiarato la penalista durante la trasmissione.

La sua posizione distingue quindi nettamente due aspetti della vicenda. Da una parte c’è la responsabilità penale del gioielliere, che secondo Bernardini De Pace è stata valutata correttamente dai magistrati. Dall’altra c’è il peso economico imposto a Roggero, giudicato sproporzionato rispetto alle caratteristiche personali e alle attività delle persone uccise.

«La sentenza è giustissima»: perché la penalista condivide la condanna

A differenza di numerosi esponenti politici e commentatori che hanno definito ingiusta o eccessiva la pena, Bernardini De Pace non considera la decisione dei giudici un errore.

«Sennò avrebbe avuto 21 anni. Lui ha ucciso fuori, ha seguito quelli che l’avevano rapinato. Quindi la sentenza è giustissima», ha spiegato.

Il punto richiamato dalla penalista coincide con uno degli elementi centrali dell’intero procedimento. I giudici hanno ritenuto che la reazione di Roggero non fosse avvenuta esclusivamente all’interno della gioielleria e durante la fase più immediata dell’aggressione. Il commerciante uscì dal negozio e sparò mentre i rapinatori si stavano allontanando.

Per questa ragione non è stata riconosciuta la legittima difesa. Secondo la ricostruzione giudiziaria, nel momento in cui furono esplosi i colpi mortali non esisteva più un pericolo attuale tale da giustificare la risposta armata. La Cassazione, respingendo il ricorso, ha reso definitiva la pena stabilita in appello.

La valutazione di Bernardini De Pace è dunque favorevole alla sentenza sotto il profilo penale: il fatto di avere subito una rapina, nella sua lettura, non poteva legittimare l’inseguimento e l’uccisione degli aggressori una volta terminata la minaccia dentro il negozio.

La frase sui familiari dei rapinatori: «Che danno patrimoniale hanno avuto?»

Molto diversa è la posizione della penalista sul risarcimento riconosciuto alle famiglie di Spinelli e Mazzarino. È su questo punto che il suo intervento assume i toni più duri.

«Il risarcimento del danno a mio parere è vergognoso», ha ribadito Bernardini De Pace, contestando la logica seguita nella determinazione delle somme dovute.

Il risarcimento riconosciuto alle parti civili può comprendere diverse voci, non soltanto il danno patrimoniale provocato dalla perdita di un reddito. Possono essere valutati anche il danno morale e quello derivante dalla perdita del rapporto familiare. La condotta illecita o i precedenti della persona uccisa non cancellano automaticamente il diritto dei congiunti a chiedere il ristoro dei danni subiti.

La penalista, tuttavia, ha concentrato il suo attacco proprio sull’eventuale perdita economica lamentata dai familiari, formulando un interrogativo destinato a provocare forti reazioni.

«Perché io vorrei sapere la famiglia delle vittime, cioè dei rapinatori, che tipo di danno patrimoniale hanno avuto da due che rubavano. Gli mancano i furti?».

Bernardini De Pace sul caso Roggero: «Il risarcimento è vergognoso, gli mancano i furti?»

Annamaria Bernardini De Pace giudica corretta la condanna di Mario Roggero, ma contesta duramente i 780mila euro riconosciuti alle parti civili.

Annamaria Bernardini De Pace non mette in discussione la condanna inflitta a Mario Roggero, ma usa parole durissime contro il risarcimento riconosciuto ai familiari dei due rapinatori uccisi. Intervenuta a 4 di Sera, su Rete 4, la penalista ha definito «vergognosa» la somma che il gioielliere dovrà corrispondere alle parti civili, chiudendo il suo ragionamento con una domanda provocatoria: «Gli mancano i furti?».

La vicenda riguarda la rapina avvenuta il 28 aprile 2021 nella gioielleria di Gallo di Grinzane, nel Cuneese. Dopo l’assalto, Roggero inseguì i tre uomini all’esterno del negozio e aprì il fuoco: Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino morirono, mentre Alessandro Modica rimase ferito.

La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e nove mesi di reclusione, confermando anche le provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 780mila euro destinate ai familiari dei due uomini uccisi. Altri 10mila euro sono stati riconosciuti al rapinatore sopravvissuto.

Bernardini De Pace sul risarcimento a carico di Mario Roggero

È proprio sul versante economico che si concentra la critica di Bernardini De Pace. Il gioielliere avrebbe già versato circa 330mila euro, ottenuti anche attraverso la vendita di alcuni beni, mentre sarebbe rimasta esclusa la casa nella quale vive la sua famiglia.

La cifra già corrisposta rappresenta soltanto una parte delle somme stabilite in favore delle parti civili. La provvisionale di 780mila euro, infatti, costituisce un importo immediatamente esecutivo, mentre la quantificazione complessiva del danno può essere oggetto di ulteriori valutazioni in sede civile. Le richieste avanzate dalle parti coinvolte hanno raggiunto complessivamente diversi milioni di euro.

«Io lo trovo vergognoso, mentre la sentenza è giusta e non è giusto dire che gridi vendetta perché nella sentenza si è tenuto conto di tutto», ha dichiarato la penalista durante la trasmissione.

La sua posizione distingue quindi nettamente due aspetti della vicenda. Da una parte c’è la responsabilità penale del gioielliere, che secondo Bernardini De Pace è stata valutata correttamente dai magistrati. Dall’altra c’è il peso economico imposto a Roggero, giudicato sproporzionato rispetto alle caratteristiche personali e alle attività delle persone uccise.

«La sentenza è giustissima»: perché la penalista condivide la condanna

A differenza di numerosi esponenti politici e commentatori che hanno definito ingiusta o eccessiva la pena, Bernardini De Pace non considera la decisione dei giudici un errore.

«Sennò avrebbe avuto 21 anni. Lui ha ucciso fuori, ha seguito quelli che l’avevano rapinato. Quindi la sentenza è giustissima», ha spiegato.

Il punto richiamato dalla penalista coincide con uno degli elementi centrali dell’intero procedimento. I giudici hanno ritenuto che la reazione di Roggero non fosse avvenuta esclusivamente all’interno della gioielleria e durante la fase più immediata dell’aggressione. Il commerciante uscì dal negozio e sparò mentre i rapinatori si stavano allontanando.

Per questa ragione non è stata riconosciuta la legittima difesa. Secondo la ricostruzione giudiziaria, nel momento in cui furono esplosi i colpi mortali non esisteva più un pericolo attuale tale da giustificare la risposta armata. La Cassazione, respingendo il ricorso, ha reso definitiva la pena stabilita in appello.

La valutazione di Bernardini De Pace è dunque favorevole alla sentenza sotto il profilo penale: il fatto di avere subito una rapina, nella sua lettura, non poteva legittimare l’inseguimento e l’uccisione degli aggressori una volta terminata la minaccia dentro il negozio.

La frase sui familiari dei rapinatori: «Che danno patrimoniale hanno avuto?»

Molto diversa è la posizione della penalista sul risarcimento riconosciuto alle famiglie di Spinelli e Mazzarino. È su questo punto che il suo intervento assume i toni più duri.

«Il risarcimento del danno a mio parere è vergognoso», ha ribadito Bernardini De Pace, contestando la logica seguita nella determinazione delle somme dovute.

Il risarcimento riconosciuto alle parti civili può comprendere diverse voci, non soltanto il danno patrimoniale provocato dalla perdita di un reddito. Possono essere valutati anche il danno morale e quello derivante dalla perdita del rapporto familiare. La condotta illecita o i precedenti della persona uccisa non cancellano automaticamente il diritto dei congiunti a chiedere il ristoro dei danni subiti.

La penalista, tuttavia, ha concentrato il suo attacco proprio sull’eventuale perdita economica lamentata dai familiari, formulando un interrogativo destinato a provocare forti reazioni.

«Perché io vorrei sapere la famiglia delle vittime, cioè dei rapinatori, che tipo di danno patrimoniale hanno avuto da due che rubavano. Gli mancano i furti?».

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