Roberto Vannacci detta le condizioni di Futuro Nazionale, attacca sull’immigrazione e interviene sul caso Mario Roggero.
Roberto Vannacci non chiude la porta al centrodestra, ma avverte gli alleati: Futuro Nazionale non rinuncerà ai punti considerati irrinunciabili del proprio programma. Il messaggio è arrivato sabato 18 luglio a Viareggio, durante l’apertura de “L’Estate del Principe”, il ciclo di incontri organizzato al Grand Hotel Principe di Piemonte e inaugurato con un confronto condotto da Augusto Minzolini.
«Non è nostra intenzione mandare la sinistra al governo», ha dichiarato l’ex generale, rivolgendosi anche agli esponenti del centrodestra presenti in sala. Tra il pubblico c’erano diversi ex rappresentanti nazionali e locali della Lega, partito con il quale il rapporto politico di Vannacci si è interrotto dopo la nascita della sua nuova formazione.
L’europarlamentare ha negato di aver tradito il movimento che lo aveva candidato alle elezioni europee: «Io non ho tradito nessuno». Ha respinto anche l’etichetta di esponente vicino a Vladimir Putin, ricordando la propria esperienza professionale in Russia: «No. Ho abitato a Mosca ma ho fatto gli interessi dell’Italia».
Vannacci e il centrodestra: «L’intesa non è difficile»
Durante il confronto, Minzolini ha definito Vannacci un possibile «prossimo kingmaker delle elezioni», attribuendogli un ruolo potenzialmente decisivo nella costruzione dei futuri equilibri politici.
Il leader di Futuro Nazionale non ha confermato una partecipazione formale alla coalizione, ma ha indicato le condizioni necessarie per raggiungere un accordo. «Noi non negoziamo ciò che non è negoziabile ma l’intesa non è difficile. Le posizioni di inizio legislatura non erano così diverse dalle nostre e non è nostra intenzione mandare la sinistra di Schlein, Bonelli e Fratoianni al governo».
Il riferimento è alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e ai leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Vannacci ha quindi chiarito che il suo progetto politico non nasce per favorire un’alternativa progressista, ma per incidere sul programma e sulla composizione del centrodestra.
L’ex generale ha anche indicato due nomi che vedrebbe favorevolmente in una futura squadra di governo: Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani, figure considerate vicine all’area culturale della destra.
Il confronto con la coalizione rimane però aperto. Vannacci ha criticato alcune scelte dell’esecutivo e ha mostrato distanze significative su politica estera, immigrazione e gestione del caso giudiziario riguardante il gioielliere Mario Roggero.
Ucraina, immigrazione e Trump: le condizioni di Futuro Nazionale
Uno dei primi temi affrontati è stato il sostegno italiano all’Ucraina. Alla domanda sul motivo per cui il centrodestra dovrebbe continuare ad appoggiare Volodymyr Zelensky, Vannacci ha risposto contestando la linea seguita negli ultimi anni.
«Le posizioni si cambiano nel centrodestra, perché dobbiamo supportare Zelensky?», ha domandato, precisando tuttavia: «La mia non è una posizione favorevole all’alleanza con la Russia».
Il leader di Futuro Nazionale ha poi concentrato l’attenzione sull’immigrazione. Pur riconoscendo implicitamente l’esistenza di misure già adottate dal governo Meloni, ha giudicato insufficiente il lavoro svolto.
«L’azione portata avanti dall’esecutivo è solo una piccolissima parte del piano. Per noi remigrazione è il diritto di difendere la nostra identità, usi e costumi».
Vannacci ha quindi rilanciato la proposta di allontanare gli stranieri presenti irregolarmente sul territorio nazionale: «In Italia abbiamo 500mila immigrati illegali. Devono essere rimandati a casa loro».
Il tema degli sbarchi resta uno dei terreni sui quali il governo rivendica i risultati ottenuti. I dati vengono aggiornati attraverso il cruscotto statistico del Ministero dell’Interno, ma i numeri parziali del 2026 non possono essere confrontati direttamente con il totale registrato nell’intero 2022 senza considerare periodi temporali omogenei.
Nel passaggio dedicato agli Stati Uniti, Vannacci ha riconosciuto di aver apprezzato alcuni aspetti dell’esperienza politica di Donald Trump, senza definirsi completamente allineato alle sue decisioni.
«Ho apprezzato molti aspetti di Trump tra cui il rilancio del modello sovranista. Ma questa guerra in Iran ha fatto male all’Italia e all’Ue».
L’affondo su Mario Roggero: «Se entri in casa mia può andarti male»
Vannacci ha affrontato anche il rapporto di Futuro Nazionale con le altre formazioni della destra europea. Interrogato sul partito tedesco Afd, ha sostenuto che la nuova formazione italiana debba costruire un’identità autonoma.
«Fn deve essere un modello diverso dagli altri perché la nostra è una rivoluzione», ha affermato. Subito dopo ha riconosciuto alcuni elementi di interesse nel progetto politico tedesco: «Ha sicuramente aspetti di grande interesse, anche perché ha il 30% ed è votato da 20 milioni di tedeschi. Inoltre a leggere il programma non sono nazisti ma espressione di una destra sociale e identitaria».
La parte più netta dell’intervento ha riguardato Mario Roggero, il gioielliere condannato definitivamente per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua attività.
«Se tu entri in casa mia ci sta che ti vada male», ha dichiarato Vannacci, sintetizzando la propria posizione sulla legittima difesa e sulle responsabilità di chi decide di commettere un reato.
L’ex generale ha criticato anche le iniziative assunte da alcuni esponenti del centrodestra dopo la condanna, comprese le richieste di grazia e l’ipotesi di candidare Roggero.
«Chiedono la grazia senza aver letto bene le carte», ha affermato, aggiungendo che «qualcuno propone addirittura la sua candidatura». Un passaggio rivolto indirettamente anche al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al leader della Lega Matteo Salvini.
Vannacci ha dunque confermato la disponibilità a dialogare con il centrodestra, senza concedere un’adesione preventiva. La strategia di Futuro Nazionale appare orientata a mantenere una propria autonomia, presentando un programma più rigido su immigrazione, identità nazionale e politica estera, ma evitando una rottura che possa favorire l’arrivo della sinistra al governo.
