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Buoni pasto per fare la spesa non saranno più cumulativi

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La nuova legge di stabilità ha introdotto delle importanti novità a proposito dei buoni pasto che rilasciano le aziende.

In primo luogo ad essere modificato è il valore dei buoni pasto che da €5,29 è arrivato a €7,00 per quanto riguarda quelli elettronici; mentre per quanto riguarda quelli cartacei l’esenzione è bloccata a €5,29.

Dunque le aziende tenderanno sempre più a emettere i buoni pasto elettronici.

Questo tetto che è mutato comporterà come spiega Andrea Keller, l’amministratore delegato della Edenred Italia  che « …  nel giro di tre anni  i buoni pasto digitali, che oggi hanno una quota di mercato del 15-20%, saranno la metà di quelli in circolazione».

Dunque, se le aziende adotteranno i buoni pasto elettronici i lavoratori dovranno mettere mano al portafoglio per circa 400,00 euro in più.

Sarà possibile, infatti usare e spendere solo un ticket al giorno, cosa che per ora non avviene e non riunire più un numero elevato di ticket da spendete tutti insieme.

Infatti, il ticket elettronico sarà completamente tracciabile

Sull’argomento è subito intervenuto il CODACONS che ha così dichiarato:”Si tratta di una grave violazione alla libertà dei cittadini. Il buono pasto è un diritto acquisito del lavoratore  che può essere utilizzato a seconda delle esigenze del momento. Ad esempio se si decide di non pranzare o di portare il pranzo da casa, non è in alcun modo pensabile costringere il lavoratore ad utilizzare il ticket di quel giorno solo per il pasto o per la mensa. Una volta acquisito, il diritto all’utilizzo di quel buono pasto deve valere sempre e ovunque, anche in modo cumulativo”.

Il Codacons si sta così organizzando per intraprendere una class action per cambiare la legge sui buoni pasto e intende presentare ricorso; infatti, è già possibile dare una preadesione spedendo una e-mail alla stessa CODACONS.

L’Unione Nazionale Consumatori, nella persona del segretario Massimiliano Dona,  ha così dichiarato: “Chiediamo al Governo e al Parlamento di liberalizzare i buoni pasto, rendendoli cumulabili e permettendo al lavoratore di spenderli anche in un’unica soluzione. Oramai sono diventati un sostegno insostituibile per le famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese, un apporto fondamentale al reddito … È giusto che non sia cedibile o convertibile in denaro, ma deve essere reso cumulabile. Anche solo per il fatto che se un lavoratore decide un giorno di saltare un pasto ed il giorno dopo di spendere due buoni insieme, non si capisce perché non lo possa fare. Tanto più che con 7 euro ti prendi a malapena un panino ed una bibita” .

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