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Riforma pensioni 2014: ultimi sviluppi e novità proposta prepensionamento Giovannini

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L’anno 2013 è passato portando via con se tante promesse sulla tanto attesa modifica alla riforma Fornero ma con nessuna risoluzione effettiva almeno in parte alle vistose lacune dell’attuale sistema pensionistico.

Il nuovo anno si apre sembra sotto un’altra stella a riscaldare gli animi un po’ rafredoliti di chi probabilmente pensava e forse lo pensa ancora che con l’attuale governo la riforma delle pensioni non sarà mai toccata è spettato proprio al massimo esponente in materia del governo Letta il ministro del lavoro Enrico Giovannini.

Il Ministro del lavoro ha lanciato una proposta concordata anche con il Ministro del Tesoro per sul prepensionamento volontario denominata “prestito pensionistico” con la quale in teoria si spalancherebbero le porte della pensione per tutti coloro che hanno compiuto sessantadue anni di età ed hanno accumulato durante la loro vita lavorativa più di trentacinque anni di contributi.

L’accesso al prestito pensionistico, però e qui iniziano le condizioni, non sarà obbligatorio ma bensì facoltativo.

Il lavoratore che accetta la proposta da convertire in legge del Ministro Giovannini dovrà però accontentarsi dall’80 all’85% della pensione realmente spettante mensile ed al compimento del sessantaseiesimo anno di età limite previsto dall’attuale legge pensionistica per accedere alla pensione dovrà rimborsare le somme percepite dall’accettazione del prestito pensionistico e quindi dal prepensionamento alla vera e propria età pensionistica con una decurtazione alla fonte che oscilerà dal 10 al 15%.

I vantaggi di un simile prepensionamento sono molteplici il primo che finalmente categorie come gli esodati creati dalla rigida riforma Fornero non esisterebbero più.

Altro vantaggio importantissimo sarebbe che il “prestito pensionistico” potrebbe essere un incentivo a creare il tanto atteso da anni ricambio generazionale.

Con l’accesso al sistema pensionistico anticipato di molti lavoratori si liberebbero parecchi posti di lavoro che in un periodo storico come questo dove la disoccupazione è arrivata ai massimi livelli darebbe la possibilità soprattutto ai giovani di avere più possibilità lavorative.

Terzo vantaggio indubbio che potrebbero finalmente accedere alla pensione anche se con un grosso sacrificio economico anche chi ha iniziato a lavorare già dall’adolescenza, come i lavoratori precoci, ed ad oggi non può ancora accedere alla pensione anche se ha raggiunto il massimo degli anni contributivi perchè non ha l’altro requisito anagrafico.