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Perugia, il film Kung Fu Panda è Gender, tre genitori rifiutamo la visione ai figli

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Una storia che farà molto discutere quella che è avvenuta a Perugia dove tre genitori hanno rifiutato di far visionare il film Kung Fu Panda ai figli perchè ritengono che sostiene la teoria Gender. La direzione di una scuola materna di Perugia aveva deciso di far fare una gita ai bambini e di portarli al vicino film per vedere “Kung Fu Panda 3”.

Tre genitori hanno deciso che quel film non doveva essere visto dai figli perchè assecondava la teoria Gender e per questo motivo hanno deciso di non far aderire all’iniziativa i propri figli.

Kung Fu Panda tre sta avendo un enorme successo ma inaspettatamente ha creato un accesso dibattito sulla teoria gender. Al dibattito hanno partecipato Mario Adinolfi, onorevole Pd, il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini ed altre personalità politiche.

Sullo scottante argomento è intervenuto anche il garante per l’infanzia della regione Umbria che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “C’è un clima da caccia alle streghe, siamo davanti ad una strategia dell’odio e dell’intolleranza. Non è giusto che un numero così sparuto di genitori decida per tutti gli altri. Si sta cavalcando una storia senza senso. In questo caso non parliamo nemmeno di una coppia omosessuale. Si tratta di un genitore putativo e di uno biologico che si incontrano e vivono questa paternità diversa. Non capirei le ragioni di questa opposizione neanche se si fosse trattato di una coppia gay, ma la capisco ancora meno data la trama del cartone animato”.

Tre genitori anno impedito ai propri figli di andare a vedere Kung Fu Panda, film che è in questi giorni in programmazione in tantissime sale italiane.  Dai dirigenti scolastici della scuola materna di “Alfabetagamma” di Perugia era stata organizzata, durante l’orario scolastico, la visione del bellissimo ultimo episodio di Kung Fu Panda che sta avendo, in questi giorni, un grande successo al cinema.

I tre genitori non hanno voluto che i figli partecipassero perché ritengo che la storia del film, prodotto da DreamWorks, assecondi la teoria gender. Il film racconta che Kung Fu Panda scopre di avere due padri uno che lo ha adottato e l’altro biologico. I dirigenti della scuola “Alfabetagamma”, in seguito al rifiuto dei tre genitori di far partecipare i propri figli alla gita della scuola materna, hanno deciso di cancellarla. I dirigenti della scuola materna di Perugia hanno reso noto anche il motivo, per le gite che avvengono durante l’orario scolastico, serve l’adesione di tutti i genitori.

Sembra che i dirigenti e le maestre della scuola materna di Perugia abbiano cercato in tutti i modi di convincere i genitori dei tre bambini a dissuadere dal loro rifiuto , affermando che era solo un cartone animato. I genitori sono stati irremovibili e la dirigenza della scuola materna di Perugia non ha potuto far altro che annullare la visione del film Kung Fu Panda.

Sulla vicenda della scuola di Perugia è intervenuta anche il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini  che ha così commentato l’episodio: “Il tema ‘gender’ così come è stato discusso nel nostro paese, è una truffa culturale. Non esiste un tema gender nella scuola e nel dibattito educativo. Esiste una sensibilità alle pari opportunità e alla lotta alle discriminazioni che noi stiamo, credo con convinzione e come dovere culturale, cercando di portare avanti”.

Anche Mario Adinolfi, deputato del Partito Democratico e candidato a primo cittadino della capitale aveva dichiarato qualche giorno fa che il film Kung Fu Panda era un “lavaggio di cervello” per i piccoli. Mario Adinolfi è anche direttore del giornale “La Croce” ed ha pubblicato il parere sul film Kung Fu Panda sulla sua pagina Facebook. Ci sono stati diversi commenti sulla denuncia fatta da Mario Adinolfi.

In particolare un fan di Mario Adinolfi ha scritto: “C’è un piccolo dettaglio: Adinolfi non ha espresso un’opinione, ha affermato una idiozia come se fosse verità assoluta, come suo solito. Ha detto “un padre adottivo non è un padre”… Peccato che non abbia spiegato come dovrebbe essere inquadrato”.