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Inps in arrivo la busta arancione con simulazione della pensione, tanti i delusi

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Un servizio molto utile quello ideato dall’Inps che ha voluto rendere noto a milioni di italiani quale sarà la propria pensione in base ad un calcolo che non si distanzia molto dalla realtà. Il calcolo è stato effettuato tenendo conto gli anni di contributi accumulati e l’età del contribuente.

Nel calcolo effettuato dall’Inps oltre a rendere noto l’ammontare della pensione viene anche indicata l’età, secondo la riforma della pensione attuale, che un lavoratore andrà in pensione.

I commenti da parte dei lavoratori sono stati quasi unanimi. In molti si aspettavano un importo diverso, certamente di molto superiore a quello calcolato. L’altra indicazione che ha fatto molto discutere è  l’età in cui si potrà accedere alla pensione, alcuni dovranno aspettare ancora vent’anni.

L’arrivo della busta arancione ha determinato anche un accesso dibattito politico oltre ai tantissimi commenti sui social.

Il Movimento 5 stelle è intervenuto sull’argomento con un post sul seguitissimo blog di Beppe Grillo: “l’Inps di Boeri invierà nei prossimi mesi 7 milioni di buste arancioni agli italiani. Nelle buste saranno indicati i contributi versati e la pensione futura. C’è un solo problema: la stima dei futuri assegni è costruita a partire dall’ipotesi di una crescita media del Pil dell’1,5% nei prossimi decenni. Con le manovre liberiste degli ultimi Governi, questo incluso, è un’ipotesi del tutto inverosimile. Si tratta quindi dell’ennesima menzogna per tranquillizzare giovani precari e anziani lavoratori, facendo loro annusare una pensione che non riceveranno mai. O si cambia direzione, o delle nostre pensioni rimarranno sono le briciole.”

Ecco in arrivo a milioni di italiani le buste arancioni che sono state tanto pubblicizzate dal Presidente dell’Inps, Tito Boeri. Arriveranno a milioni di contribuenti dell’Inps che sapranno con esattezza una proiezione di quanto percepiranno di pensione.

Il calcolo tiene ovviamente conto dell’attuale norma pensionistica in vigore, l’”odiata” riforma Fornero che lo stesso governo Renzi promette ciclicamente di modificare. Tale legge ha provocato un innalzamento dell’età pensionistica sia per le donne che per gli uomini. La riforma Fornero sarà ricordata come la norma che ha bloccato per anni la cosiddetta staffetta generazionale.

Oggi, dunque ci sono lavoratori che dopo nonostante gli anni maturati non possono andare in pensione e tanti giovani che sono alla ricerca del lavoro.

Ma ritorniamo alla busta arancione, che come detto avrà come riferimento la riforma Fornero.

Il calcolo su cui si basa tiene conto dell’età a cui il lavoratore andrà in pensione, sui contributi versati e la media della sua remunerazione mensile.

In molti che hanno per “sfortuna” ricevuto la busta arancione sono rimasti choccanti perché credevano di aver maturato un ben altro importo invece se ne andranno in pensione con un assegno della pensione basissimo.

Questo è il caso di Roberta Ciofi che ha compiuto da poco 53 anni e ha raccontato la sua amara sensazione quanto ha aperto la busta arancione ad un inviato del Corriere della Sera.

Roberta Ciofi lavora presso la Balducci di Montecatini ed è un’operaia di terzo livello. La donna ha così commentato il calcolo della pensione arrivato con la busta arancione: “Mi è arrivata il giorno del compleanno del mio figliolo. A lui non ho detto nulla, non gli volevo rovinare la festa. Ma a me la giornata l’ha guastata. Eccome se l’ha guastata”.

La stessa sensazione è stata provata da un’altra lavoratrice la signora Roberta che ha  rivelato che: “Mio marito si è deciso a vendere la macchina. Altrimenti non ce la si fa. E già avevamo tagliato il riscaldamento a casa, passando al pellet per risparmiare un po’. Poi dici che l’economia non gira”.

In molti iniziano a potare sui social l’importo da fame indicato dalla busta arancione. Altri, e sono tanti, si lamentano per quanti anni dovranno ancora lavorare; è il caso di Lapo Cantini un lavoratore di 46 anni di San Miniato di Pisa che ha raccontato che andrà in pensione con la legge attuale, salvo ulteriori modifiche, all’età di 69 anni: “Per prima cosa l’occhio cade sulla data della pensione, e dopo si guarda l’importo. Ci vado nel 2039… C’ho tempo sì per prepararmi! Un colpo al cuore, nel 2039! a 69 anni, ho ancora parecchio da galoppare”.

Lapo Cantini è stato uno dei primi “fortunati” a ricevere la busta arancione e dovrà lavorare ancora 23 lunghi anni prima di accedere alla sospirata pensione: “Mi soddisfa vai; solo chi ci assicura che tra 20 anni le cose stanno ancora così? Intendo dire, il posto di lavoro, i contributi versati regolari… speriamo bene”.

I commenti su Facebook si sprecano, molti scrivono che vedranno la pensione dall’aldilà altri dicono che già si preparano a vendere tutto o magari a trasferirsi in un’altra nazione dove con pochi euro si può vivere ancora dignitosamente.

Intanto molti attendono che ci sia qualche novità, che dopo tante promesse prima dal governo Letta e poi dal governo Renzi si possa effettivamente mettere mano alla riforma Fornero.

Lo stesso presidente dell’INPS aveva in passato reso note alcune proposte per modificare la riforma Fornero. La proposta più in voga è quella di fare andare in pensione tutti i lavoratori che hanno raggiunto il massimo dei contribuiti e che abbiamo compiuto il sessantaduesimo anno di età.

La proposta, in cambio di una pensione anticipata, richiede un grosso sacrificio per i lavoratori: un assegno pensionistico del 10% più leggero di quello realmente spettante.

Sono in particolare alcune categorie di lavoratori a chiedere che la riforma Fornero venga modificata come i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare da quando erano ancora adolescenti ed hanno raggiunto da tempo il massimo dei contributi e i Quota 96 del comparto scuola che per un errore di valutazione dei tecnici del ministero che hanno formulato la riforma Fornero si ritrovano ancora a lavoro e dovranno rimanerci per molti anni.