Bari & Dintorni

Oggi alla Provincia di Bari conferenza stampa del sindacato Siulp, solidarietà da parte dell’Assessore Fanelli

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Stamane alle ore 11,00 presso la sala della giunta della Provincia si è tenuta una Conferenza stampa sui “tagli alla sicurezza a Bari e in Puglia”, con l’assessore della Provincia di Bari, Sergio Fanelli, il segretario regionale Michele Orlando, il segretario provinciale di Bari Michele Saracino del Siulp (sindacato di Polizia), e il segretario Volanti Bari, Aldo Vozza.

L’Assessore Sergio Fanelli ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante la conferenza stampa: “Bari e la Puglia hanno sempre piu’ bisogno di ordine pubblico e sicurezza che deve essere percepita dal cittadino. Occorrono piu’ unità di polizia, più e migliori mezzi,una migliore razionalizzazione nell’utilizzo delle professionalità e migliori condizioni di lavoro per tutti gli agenti. Solo cosi si potrà affrontare il problema sicurezza. Nei prossimi giorni produrrò insieme al Presidente della Provincia di Bari Prof. Schittulli una nota dettagliata che inviero’ al Prefetto di Bari per poterlo affrontare nel Comitato sulla sicurezza e l’ordine pubblico, al Questore e al Ministro competente.”

Di seguito in allegato il comunicato stampa del Siulp in cui si evidenziano le enormi difficoltà che in questo momento sta attraversando il corpo della Polizia di Stato:

“Mentre il nuovo esecutivo sembra aver dato priorità all’edilizia scolastica, nei nostri territori si registra la manifesta volontà di chiudere uffici di Polizia. Un progetto non condiviso da tutti i sindacati dei lavoratori in divisa e che appare improntato più a logiche di facciata rispetto ad un auspicabile piano strategico nazionale della sicurezza. Continua quindi lo stillicidio dei presidi di legalità, in antitesi a quanto affermato dalla stessa Commissione europea, ovvero che la “Sicurezza” non è un costo di sistema ma una condizione imprescindibile per il sereno e prosperoso sviluppo sociale, politico ed economico di ogni stato membro. Anche la Puglia, che vive già una pesante carenza di organico tra le forze dell’ordine, potrebbe trovarsi a pagare ulteriore dazio con la soppressione di numerosi uffici della Polizia di Stato tra cui: le Squadre Nautiche di Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto, il Nucleo Sommozzatori di Bari, il Distaccamento di Polizia Stradale di Barletta, gli Uffici della Polizia Postale di Foggia, Brindisi e Taranto. Con un colpo di spugna si intende depauperare la professionalità di alcuni settori che operano in ambito marittimo in un territorio, quale quello pugliese, con circa 800 chilometri di coste da presidiare. Cosa dire poi dell’intenzione di chiudere tre uffici provinciali della polizia postale, settore delicatissimo che vede un incremento esponenziale dei reati informatici o quelli di pedofilia online. Se questo progetto fosse realizzato comporterebbe che un cittadino della provincia di Foggia, se volesse avvalersi delle competenze specifiche della Polizia Postale, dovrebbe recarsi a Bari. Per non parlare del territorio del nord barese privato di un intero ufficio di Polizia Stradale come quello barlettano. Una ricaduta negativa sulla collettività che non trova alcuna giustificazione né dal punto di vista economico tantomeno da quello del recupero di risorse umane. Infatti, non si comprende quale risparmio ad esempio si potrà ottenere sopprimendo il nucleo sommozzatori di Bari atteso che gli uffici si trovano in area demaniale e non comportano alcun onere per l’affitto dei locali. Di contro, si rinuncia a 7 operatori altamente specializzati, la cui formazione è costata singolarmente circa € 30.000, in possesso di diverse abilitazioni che li contraddistingue da altre forze di polizia (anche di matrice non militare):

‐ E.O.R. (explosive ordnance reconnaissance), ossia esperti riconoscitori di ordigni ed esplosivi subacquei – funzione di antiterrorismo;

‐ Elirilascio ed elitrasporto, difatti tutti gli operatori subacquei possono essere utilizzati anche attraverso l’utilizzo del mezzo aereo, inoltre sono abilitati ad effettuare lanci dall’elicottero in condizioni meteo marine avverse al fine di recuperare i naufraghi – funzione di soccorso pubblico;

‐ Foto e video riprese subacquea, difatti molto spesso gli operatori sono al servizio della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari per svolgere attività di polizia giudiziaria;

‐ Tecnico di manovra di impianto iperbarico, ossia l’idoneità all’uso di un impianto di camera iperbarica;

‐ Manovratori di corda, difatti molto spesso la squadra sommozzatori viene impiegato per le immersioni all’interno dei pozzi e luoghi non di facile accesso (basti ricordare il famoso episodio dei bambini scomparsi in Gravina di Puglia).

Tutto questo non sembra bastare, eppure si vorrebbe invece lasciare in funzione il nucleo sommozzatori di Venezia, lasciando intendere che la sicurezza della laguna sia prioritaria rispetto alle coste pugliesi e Adriatiche.

La totale incongruenza del progetto ministeriale si evince anche dalla chiusura di uffici mai sorti, come il caso del Reparto a Cavallo di Bari rimasto sommerso tra le polveri di qualche archivio ministeriale; oppure dalla decisione di bandire un concorso per 37 atleti da destinare ai gruppi sportivi della Polizia di Stato invece che incrementare le assunzioni del personale da adibire al controllo del territorio. Non dimentichiamo che solo la provincia di Bari vede un deficit di circa 150 poliziotti e questo gap, causa mancanza di turn over del personale che andrà in pensione, rischia di aumentare. La Sezione Volanti di Bari si trova ad affrontare giornalmente una criminalità sempre più efferata che non esita a far fuoco sugli agenti per coprirsi la fuga, a compiere rapine ad esercizi commerciali in pieno centro anche in presenza di bambini. Allora ci chiediamo se recuperare uno sparuto gruppi di poliziotti possa essere la panacea per tutto questo? Crediamo che gli enti locali non possano sottacere davanti al declino della sicurezza dei territori amministrati. Siamo certi che i Sindaci dei comuni pugliesi interessati alle chiusure, i Presidenti delle Provincie e il Governatore Regionale dimostreranno concretamente il loro impegno rispetto alla questione, prescindendo dagli schieramenti politici. In caso contrario prenderemo atto che l’Italia, dopo i recenti successi del nostro cinema, si sta candidando ad un altro l’oscar…quello del ”La grande Insicurezza”.