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Bonaccini e la sua vittoria in Emilia Romagna “Ho sconfitto Salvini perché lui raccontava i problemi e io li risolvevo”

Stefano Bonaccini per la prima volta analizza il voto in Emilia Romagna e bacchetta subito il Pd affermando che la vittoria in Emilia Romagna non è la vittoria del centrosinistra in tutto il paese.

Il confermato governatore dell’Emilia Romagna sottolinea come in un’altra regione in Calabria dove si è votato sempre il 26 gennaio lo stesso centrosinistra ha perso di 20 punti.

Bonaccini racconta il suo stato d’animo:  “Ho per fortuna un carattere che non mi deprimo ne mi esalto. È andata meglio del previsto, ma io ero certo della vittoria. Lo sentivo, non avevo mai visto una partecipazione così”. Ma, sottolinea, “non vorrei che gli stessi che prevedevano sottovoce la sconfitta trasformassero lo scampato pericolo regionale in un trionfo nazionale collettivo”.

Poi indicata la strada da prendere. Rispetto alle Europee il Pd ha recuperato 15 punti percentuali, il Pd in Emilia è tornato a essere il primo partito, dati importati ma ottenuti grazie a un programma e aver governato bene per 5 anni.

Inoltre Bonaccini ricorda di non essersi per nulla fatto intimorire da Matteo Salvini “Lo abbiamo battuto, invece, dimostrando che si vince se non si gioca sul suo terreno, se si cambia lingua, se non ci si lascia contagiare dal virus della paura. E se si ha un progetto, naturalmente. Una direzione da indicare”.

Stefano Bonaccini non nasconde il suo entusiasmo e dice di aver parlato con Nicola Zingaretti sul futuro del Pd: “Il Pd deve avere un’identità più marcata. Oggi non trovo tre parole chiave che lo definiscano. Non può essere una roccaforte in difesa dei valori ma progetto espansivo della società. A Nicola, al segretario, ho detto: servono sindaci e amministratori nelle segreterie, in tutti gli organi dirigenti. E serve il meglio delle competenze che arrivano dalla società”.