Italia

Salvini contro il Governo “Dopo 47 giorni di reclusione diciamo basta, fateci uscire, fateci lavorare, se dovessimo uscire di casa per riprenderci la nostra libertà lo faremo”

Durissima la replica di Matteo Salvini al discorso in diretta di Giuseppe Conte. L’ex Ministro degli interni è intervenuto con una diretta Facebook: “Dopo 47 giorni diciamo basta, fateci uscire, fateci lavorare. Se non ci ascoltano ci faremo sentire, con i guanti e le mascherine torneremo a farci sentire, fuori dai social”.

Il leader della Lega ha sottolineato che: “C’è qualcosa che non torna, c’è qualcuno che sta sentendo altri e non il popolo italiano. Ci devono permettere di tornare a vivere e noi lo otterremo. Se ci sarà bisogno di uscire di casa per riprenderci la nostra libertà lo faremo”.

“Abbiamo ascoltato, abbiamo collaborato, abbiamo suggerito, abbiamo criticato educatamente, ora basta, dopo 47 giorni di reclusione, possiamo dire, a nome di milioni di italiani, basta. Fateci uscire, fateci guadagnare, fateci lavorare, fateci tornare a fare una vita”.

Salvini dice basta con le autocertificazioni: “Abbiamo capito che ancora questa settimana occorrono le autocertificazioni e ancora per tutta l’altra settimana, basta, non se ne può più, ci costringono ad andare in giro ancora con la 24ore, con le autocertificazioni. Il governo si deve fidare degli italiani, vorrei tornare a guadagnare, tornare a lavorare, tornare a sperare”.

“Stasera ci aspettavamo di più e di meglio, onestamente, come in altri paesi europei, date, certezze, sicurezze, garanzie, e invece solo accenni vaghi e quindi si capisce perché da due ore ci siano i telefoni sono impazziti, le chat impazzite, i social impazziti. Noi, venerdì primo maggio, come Lega presenteremo un piano per la ricostruzione nazionale, economica, civile, culturale e morale”

“Ma al governo qualcuno ha capito che molte di queste attività commerciali, se va avanti così, non riapriranno, che molti porteranno i libri in tribunale, che se si va avanti con questa incertezza ci sarà il fallimento, la chiusura di migliaia di aziende e la perdita di il lavoro. Perché non riaprire subito, da domani, in sicurezza alcune filiere fondamentali”.