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Emergenza Covid-19, Linus “La movida non la fanno i giovani, ma i vitelloni di 40 anni che tutte le sere devono avere una birra in mano”

Pasquale Da Molfetta, in arte Linus, ha rilasciato una lunga intervista all’Huffpost” nella quale ha detto anche il suo parere sulla tanto discussa movida di questi giorni post lockdown.

Linus parla della sua esperienza con il figlio che teme ancora nell’uscire: “Mi colpisce molto la parte più giovane, vedo che i ragazzini, i miei figli, i loro amici, stanno facendo un po’ fatica a uscire dal guscio. E’ come se si fossero impigriti, mi trovo nella condizione anche un po’ assurda di dire al più piccolo: ’ma non vai a trovare il tuo amico? Adesso lo puoi fare, prendi il motorino e vai’. Lui mi risponde: ‘sì boh domani’. Vedo che stanno uscendo con una certa prudenza”.

Il famoso dj ha anche detto che la tecnologia nel lungo periodo di quarantena è stata importantissima per il figlio:  “La tecnologia gli ha permesso di mantenere comunque un po’ il contatto. Già era un po’ cosi anche prima. Quante volte abbiamo visto in un parchetto cinque ragazzini seduti sulle panchine e tutti con la testa bassa sul telefonino senza parlare tra di loro. Probabilmente questo è stato semplicemente il passo successivo. Hanno continuato a farlo dalla cameretta. I contatti virtuali sono continuati, forse li hanno un pochino implementati e allargati, tra playstation online, interrogazioni online… le loro finestre le hanno sempre tenute aperte. Incentivati a farlo prima, ora che devono recuperare il contatto fisico non è che ne abbiano tantissima voglia”.

Poi ha detto la sua sulla movida che sta imperversando in questi giorni: “Di giovani o di finti giovani, non dei 18enni ma dei 35-40enni che se lo possono permettere e che non si rassegnano a mollare il ruolo di vitelloni, termine che li fotografa perfettamente, di eterni bambinoni che tutte le sere devono avere una birra in mano, secondo me i più pericolosi in questo momento, che sembra non gliene freghi niente di quello che è successo”.