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Compravendita senatori processo a Napoli Prodi sentito dai giudici come teste

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Mentre proprio lunedì inizia la discussione della riforma del Senato che dovrebbe diventare non più elettivo e composto di soli centro senatori con pochissimi poteri e diventerebbe solo organo di controllo.

Romano Prodi ha reso la sua testimonianza come teste nel processo di Napoli per la compravendita di Senatori che vede imputati il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e l’ex direttore dell’Avanti Walter Lavitola per l’ipotesi di reato di corruzione.

Il politico emiliano leader dell’ulivo riuscì a vincere di pochissimo l’elezioni che si tennero nel 2006 e formò un governo con una maggioranza risicata che durò quasi tre anni per poi cadere sfiduciato dalle camere.

Quella legislatura fu catalizzata da un lento ed inesorabile passaggio di senatori da uno schieramento all’altro che determinarono in seguito la sfiducia del governo.

Uno in particolare fu molto eclatante quello dell’ex senatore Sergio De Gregorio nominato nelle fila dell’Italia dei Valori che decise pochi giorni prima delle votazioni sulla fiducia del governo Prodi di passare tra le fila di Forza Italia.

Proprio quel passaggio è stato oggetto di indagini e al rinvio al giudizio di Silvio Berlusconi e Walter Lavitola per corruzione.

Altro giorno come teste è stato ascoltato per più di un’ora Romano Prodi che: “c’erano chiacchiere quotidiane per far passare i senatori dal centrosinistra al centrodestra, ma non sono mai stato informato sui fatti specifici, altrimenti sarei ancora presidente del Consiglio”.

Il politico fondatore dell’Ulivo ha inoltre ricordato il ricevimento di una lettera da parte dell’ex senatore De Gregorio nel quale lo stesso chiedeva scussa per il suo comportamento al professore e diceva che era stato corrotto proprio da Silvio Berlusconi.

Ora sta ai giudici stabilire quale sarà la verità intanto dopo l’interrogatorio di Prodi il processo è stato rinviato alla prossima udienza del 15  settembre.