Elezioni comunali Roma 2013: come si vota e tutti i candidati

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La nuova riforma elettorale approvata dall’attuale giunta capitolina porterà i primi frutti alle prossime elezioni comunali che si terranno il 26 e 27 maggio, quando i romani saranno chiamati ad esprimere il proprio consenso per il nuovo il sindaco e i 48 membri dell’ assemblea capitolina , dodici in meno rispetto al consiglio uscente, e per ogni Municipio, il presidente dell’ ex circoscrizione e i 24 consiglieri municipali. Eventuale ballottaggio si terrà il 9 e 10 giugno, sempre che uno dei candidati non riesca a raggiungere oltre il 50% dei voti e dunque riesca a prevalere su tutti. Nella difficile ipotesi in cui ci sia parità di voti alla prima tornata, al ballottaggio andranno coloro le cui liste hanno preso più voti. Se poi la parità sussiste allora si dovrà far passare il più anziano. Questo principio è utilizzato anche nel ballottaggio, semmai si dovessero verificare medesime ipotesi. Veniamo alle modalità di voto. il cittadino ha tre possibilità:

–          Dare la preferenza solo alla lista, marcando il simbolo della lista. Così si assegna anche il voto al capo lista candidato.

–          Dare la preferenza ad una lista e ad un candidato non della stessa lista marcata: attua cioè il voto disgiunto.

–          Dare solo la preferenza al candidato Sindaco e non alla lista.

Il Comune di Roma ha anche reso noto, anche per pubblicazione sul proprio sito, che se il cittadino non può utilizzare la propria tessere sanitaria perché smarrita, esaurita, rubata o deteriorata, oltre che per i previsti casi sporgere denuncia, può andare presso il Municipio di appartenenza per risolvere il problema.

Particolarità di queste elezioni è la doppia preferenza cioè la possibilità di esprimere, oltre al candidato sindaco prescelto e alla lista, (collegata o non) l’ elettore potrà anche dare proprio consenso a due candidati consiglieri comunali. I cittadini dovranno indicare obbligatoriamente, sulla scheda, un nominativo maschile ed uno femminile. Per chi non è stato eletto c’è ancora una possibilità  se collegato ad una lista che ha avuto un seggio. Se la lista o l’insieme di liste collegate al candidato sindaco eletto nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi, ma hanno ottenuto al primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi rimanenti andranno divisi in proporzione. Alfio Marchini pensa che vi sia un inciucio tra Marino del PD e il grillino De Vito. Ma dal comitato di Marino è partita subito la smentita, anche se non si può negare che in previsione di un ballottaggio le alleanze si stanno già formando.

I sondaggi vedono lo scontro finale tra Alemanno e Marino. Quel che accadrà al primo turno sarà comunque importante perchè delinea anche la tendenza per la fase successiva: M5S e Lista Marchini saranno decisivi per l’uno o l’altro candidato. I sondaggi eseguiti da Tecnè-Omniroma danno vincente  Marino con il 35%  su Gianni Alemanno con un 32,9%, percentuali non sufficienti per vincere al primo turno, per cui fondamentali diventano il 14,8% di De Vito e l’11,3% di Marchini . Ma Marchini non ripensa a quanto ipotizzato e lo basa su i seguenti argomenti: Grillo che nelle politiche di febbraio ha addirittura intitolato tsunami il suo tour di propaganda per le elezioni nella Capitale non si è sprecato più di tanto: “Ci ha fatto caso? Manca una settimana al voto e Grillo ha praticamente ignorato la campagna elettorale per Roma e se attaccherà non sarà Marino, piuttosto il sottoscritto o Alemanno” questa è la dichiarazione rilasciata da Marchini,  puntando il dito soprattutto contro Grillo per non aver fatto sentire i suoi urli in piazza contro la polemica ‘da anticasta’ di Alemanno a proposito delle tarde dimissioni da senatore di Marino.

È questo uno degli argomenti più battaglieri del Movimenti 5 Stelle. Intanto Marchini tenta di sminuire la potenzialità del candidato del PD e di distrarre voti destinati a questo consigliando il voto disgiunto: “Al Consiglio votate il vostro candidato, ma come sindaco mettete una croce per me” . Non può non rilevarsi che Marchini ha tendenze di sinistra e che ha incitato tutte le forze politiche ad andare contro Alemanno e i suoi sostenitori, ma anche a  partecipare alle primarie della coalizione Roma Bene Comune per la scelta di un nominativo da portare avanti come candidato Sindaco.

Il nome di Marino ha però scombussolato un po’ di idee e piani dell’imprenditore romano. L’obiettivo di Marchini è quello di lasciare dietro di sé il M5S per rafforzare la sua posizione in vista di un ballottaggio e di una trattativa per la futura composizione della giunta comunale.

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