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I pregiudizi dipendono dalla geometria del viso: quando c’è affinità

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Sono stati spesi fiumi di inchiostro per cercare di spiegare il così detto “colpo di fulmine” e ora allargando il discorso anche ai rapporti di amicizia, di stima e di considerazione possiamo riportare uno studio condotto da due università inglesi, quella di York e quella di Princeton che ha portato alla seguente conclusione: ci si piace in base ai tratti somatici.

E, badate bene, non a livello di attrazione amorosa o, almeno, non solo ma, come dicevamo prima, a più largo spettro.

Dunque, la ricerca il cui risultato è stato riportato su “Proceedings of the national academy of sciences” , una rivista appunto inglese, ha stabilito che in base alla posizione degli zigomi, alla caratteristica della bocca, degli occhi e della mandibola, ci può piacere di più o di meno un individuo dal primo momento che lo conosciamo.

Dunque, sono stati fotografati circa mille soggetti e sono stati fatti analizzare da alcuni campione di persone.

Il risultato che è emerso è che la scelta delle simpatie o, al contrario la manifestazione di antipatia dipendeva dalla geometria del volto.

Per il futuro, a parere di questa ricerca, possiamo lasciar perdere le affinità di intelletti, le emozioni che ci fa nascere una persona dal suono della voce o da quello che ci dice ma dobbiamo credere che tutto dipenda dalla simmetria o asimmetria del volto.

E allora, ci chiediamo, come la mettiamo con tutte quelle innumerevoli affinità che nascono su Internet a livello virtuale senza essersi mai visti in volto prima?