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Bersani a Renzi: le dimissioni da segretario del Pd io le avrei date

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A Pier Luigi Bersani il doppio incarico di Renzi di segretario del partito e di Presidente del Consiglio proprio non va giù.

Dopo aver denunciato che sussisteva un problema di fondo nel doppio incarico alla festa dell’Unità di Roma l’ex segretario del Pd è tornato a bomba sull’argomento quando dei giornalisti gli hanno chiesto cosa pensava sulle dichiarazioni di Renzi a Porta a Porta che aveva detto che non aveva mai pensato nemmeno un nanosecondo di dimettersi da segretario del Partito Democratico.

Pier Luigi Bersani ha così risposto alle parole di Renzi pronunciate a Porta a Porta: “Io non avrei perso un nanosecondo a dimettermi da segretario e con questo non sto affatto chiedendo che il premier si dimetta”.

Il noto esponente politico emiliano era presente al discorso di chiusura della festa dell’unità di Bologna di Matteo Renzi il 7 settembre scorso ed aveva ascoltato che il Premier aveva l’idea di allargare la segreteria politica alla minoranza del partito.

Ma a Bersani questa apertura non basta perché serve che nel partito si apra una profonda discussione sul programma e su cosa sarà il Pd nel futuro.

Senza questa unione di intenti tra tutte le anime del Pd una segreteria allargata anche agli esponenti dell’area minoritaria del partito secondo Pier Luigi Bersani non servirebbe.

Che vi sia in atto una profonda discussione nel più grande partito del centrosinistra questo è evidente anche dalle ultime parole pronunciate sempre alla festa dell’unità di Bologna da un altro esponente carismatico del Pd Massimo D’Alema che aveva avuto parole pesantissime nei confronti del premier dicendo che l’azione di governo era fino a quel momento deludente.

L’area del partito democratico che prima era di  Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani che ora fa capo a Gianni Cuperlo candidato sconfitto da Renzi alle scorse elezioni come segretario del Pd inizia a chiedere di contare all’interno del partito.

Dopo un periodo di pace tra l’area renziana e l’area di Gianni Cuperlo coinciso con la grande ed inaspettata vittoria dalle proporzioni storiche alle ultime elezioni europee con il Pd che ha raggiunto il 41% dei consensi e con una valanga di eurodeputati del centrosinistra eletti a Bruxelles ora con i dati poco confortanti che arrivano dall’Istat su disoccupazione e Pil che attestano che l’Italia è in piena recessione, la minoranza del Partito Democratico chiede a gran voce che nel partito ci sia una profonda discussione sul futuro e perché no anche sulla segreteria del partito.