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Forza Italia caos e polemiche per ritiro di Antonio Catricalà da candidato Consulta

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Antonio Catricalà ha deciso di ritirarsi dalla corsa come candidato della Consulta.

La decisione è stata presa dopo l’ennesimo voto senza esito di giovedì scorso e motivata dall’ex presidente dell’Antitrust con le seguenti dichiarazioni: ” Non vorrei mettere a rischio la mia immagine professionale. Spero che il Parlamento possa più facilmente superare le contrapposizioni che hanno finora ostacolato l’elezione dei due giudici costituzionali”.

La mancata elezione a giudice della corte costituzionale di Antonio Catricalà è dovuta a caos interno in Forza Italia dove vi è in atto un tutti contro tutti con Silvio Berlusconi, che per il momento, non ha ancora fatto sentire la sua voce.

Ora c’è da trovare un altro candidato forte nell’area moderata che sia condiviso da tutti, cosa assai difficile in questo momento storico degli azzurri.

Sembra prendere sempre più piede la candidatura dell’Onorevole Donato Bruno di Noci in provincia di Bari amico personale di Silvio Berlusconi ma non sono escluse candidature dell’ultimo minuto.

Per il centrosinistra il candidato è e sembra che resti il giudice Luciano Violante ex presidente della Camera e uomo di punta del Partito Democratico.

In Forza Italia sembra che circolano anche voci di possibili candidature di Niccolò Zanon, consigliere uscente del Csm ma sembra che si aspetti indicazioni direttamente da Silvio Berlusconi che fino a questo momento non sono ancora arrivate forse perché sta riflettendo sul nome giusto da contrapporre a Violante.

In Forza Italia è in atto una discussione interna molto accesa con il forzista Raffaele Fitto, forte della sua elezione plebiscitaria come europarlamentare con oltre 300 mila preferenze, che non vede di buon occhio la nomina di Maria Rosaria Rossi come amministratore del partito.

Al re del centrodestra delle puglie già in passato non andò proprio giù la nomina come consigliere del partito di Giovanni Toti ora la scelta sempre piovuta dall’alto senza consultare gli uomini forti del partito di Maria Rosaria Rossi ha determinato una sua durissima reazione: “Lascia allibiti il fatto che il presidente Silvio Berlusconi possa consentire alla senatrice Rossi di distribuire, controllare, rilasciare o ritirare ‘patenti’ sulla legittimità dello stare nel partito, e sulla correttezza o meno delle opinioni e delle tesi politiche altrui”.

Ora si aspetta nel partito che Silvio Berlusconi finalmente faccia sapere come la pensa su queste spinose situazioni e sulle polemiche che divampano all’interno del partito.

L’ex cavaliere dovrà trovare una soluzione  in tempi rapidissimi anche perché il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano vuole al più presto chiudere questa delicata vicenda della Consulta.

Sul nome di Donato Bruno però sembra ,come dimostrato dalle ultime votazioni, che non vi è solo la convergenza di parte di Forza Italia ma anche di esponenti del Partito Democratico ed alcuni anche del Movimento Cinque Stelle.

Un senatore di Forza Italia subito dopo le votazioni sembra abbia dichiarato che “Catricalà è un gran commis di Stato, non un politico. Molti di noi sono stanchi del ‘giannilettismo’, Bruno è uno dei nostri. Su 120, hanno votato Bruno almeno 40 parlamentari di Fi e non si potrà fare a meno di questo dato, che conta molto negli equilibri di un voto segreto”.

Sembra che la questione verta tutto sul fatto che  il Pd non ha nominato come candidato alla Consulta un tecnico, come fatto da Forza Italia ma Luciano Violante che è un uomo di spicco del partito per questo motivo gli azzurri chiedono a Silvio Berlusconi che agisca con lo stesso parametro candidando un uomo politico degli azzurri ed anche di nome.

Ora l’ultima parola spetta come sempre al leader indiscusso, per il momento, Silvio Berlusconi che si è  preso questo week end per decidere  sul nuovo nominativo da proporre per la consulta ed anche come appianare i dissidi interni.