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Vannacci esalta l’oro di Erika Saraceni e attacca la stampa: “Non fa notizia perché bianca e cristiana”

Il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, celebra la campionessa Under 20 di salto triplo e accusa i media di “razzismo al contrario” nella scelta delle notizie sportive.

Roberto Vannacci, il post polemico dopo la vittoria

L’ex generale Roberto Vannacci, oggi eurodeputato e vicesegretario della Lega, ha dedicato un post al trionfo di Erika Saraceni, 18 anni, medaglia d’oro nel salto triplo agli Europei Under 20 di Tampere. L’azzurra, figlia di due ex atleti della Nazionale, ha conquistato il titolo con un salto di 14,24 metri all’ultimo tentativo, stabilendo il nuovo record italiano juniores e il primato della manifestazione. Vannacci ha elogiato l’atleta ma con toni polemici verso la stampa: «In un Paese normale, questa notizia riempirebbe le prime pagine. Qui invece… giusto qualche trafiletto, mentre altri articoli celebrano atlete con origini non italiane. Forse perché bianca? Cristiana? Magari anche eterosessuale?».

Gli hashtag e il riferimento alla sinistra

Sui suoi profili social, Vannacci ha rincarato la dose pubblicando una lista di hashtag in maiuscolo: «NON E’ #NERA, NON E’ ARRIVATA COL #BARCONE, NON E’ #ISLAMICA, NON FUGGE DALLE FAMIGERATE #GUERRE, NON PORTA IL #VELO E NON SFILA IN #BURKINI: PER LA SINISTRA NON FA #NOTIZIA». L’ex militare ha collegato la scarsa copertura mediatica alla “narrativa selettiva” di “certa sinistra”, sostenendo che l’attenzione dei giornali sia riservata soprattutto ad atlete con caratteristiche etniche o biografiche differenti dalla maggioranza degli italiani.

Accuse di “razzismo al contrario” e chiusura inclusiva

Vannacci ha ricordato episodi passati, citando le Olimpiadi in cui, secondo lui, molti media «dedicarono ampio spazio solo alle pallavoliste nere», ignorando giocatrici come Ekaterina Antropova. «Quando la narrativa è selettiva, si crea un razzismo al contrario», ha affermato. Ha poi concluso rivendicando un principio di inclusione: «Onore a Erika Saraceni, esempio di impegno, talento e amore per la nostra bandiera. Onore a tutti i nostri atleti, senza distinzione di pelle, colore degli occhi, origine o orientamenti vari. Ricordiamolo alle testate della sinistra che predicano libertà e non discriminazione ma sono le prime a essere intolleranti verso chi non rientra nei loro canoni di finto progressismo».