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L’inizio dell’anno con il botto di Maurizio Landini, indetti per il mese di gennaio 45 scioperi

Il 10 gennaio il trasporto pubblico locale e nazionale si ferma per 24 ore. Disagi attesi per pendolari, turisti e lavoratori.

Sciopero del trasporto pubblico: disagi in vista

Il primo sciopero del 2025 è previsto per il 10 gennaio e coinvolgerà il settore dei trasporti pubblici, con effetti significativi per pendolari e turisti. La mobilitazione, indetta da Faisa-Confail, nasce dal fallimento delle procedure di conciliazione attivate per risolvere le problematiche del trasporto pubblico locale. Nello specifico, i lavoratori chiedono un maggiore sostegno economico e un miglioramento delle condizioni operative.

Nel dettaglio, i dipendenti di Rfi si asterranno dal lavoro per 24 ore, mentre il trasporto pubblico locale subirà un blocco di 4 ore. Anche altri settori, tra cui scuola e aeroporti, parteciperanno alla giornata di protesta, aumentando i disagi previsti.

Il calendario degli scioperi: gennaio già segnato da agitazioni

Secondo i dati del Garante degli scioperi, il mese di gennaio 2025 si prospetta particolarmente complicato: sono già state comunicate 45 giornate di sciopero, escluse eventuali revoche. Il settore dei trasporti, tradizionalmente il più colpito, resta al centro del confronto tra governo e sindacati.

Nel corso del 2024, sono stati proclamati 1.603 scioperi, di cui 622 effettivamente svolti. Le proteste hanno riguardato principalmente il trasporto pubblico, con un aumento del numero rispetto al 2023. La tendenza evidenzia un inasprimento delle tensioni tra sindacati e governo.

La posizione del governo e i riflessi politici

Il governo, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha sottolineato la necessità di tutelare il diritto alla mobilità degli italiani. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha adottato misure precettive in diverse occasioni per ridurre i disagi. Tuttavia, queste decisioni hanno generato tensioni con i sindacati, che le considerano una limitazione al diritto di sciopero.

Nonostante le polemiche, il governo ha ribadito il suo impegno a garantire un equilibrio tra il diritto dei lavoratori alla protesta e la tutela degli utenti. Il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha lodato la gestione equilibrata del segretario uscente della Cisl, Luigi Sbarra, sottolineando il suo approccio lontano da derive politiche.