Marco Rizzo: “L’Italia deve uscire dalla Nato e tornare neutrale”
Il coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare attacca il sistema politico: “Vogliamo unire ceto medio e classe lavoratrice contro le multinazionali e la grande finanza”
Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare (Dsp), non risparmia critiche né alla destra né alla sinistra, accusate di aver perso la bussola di fronte alla globalizzazione e ai vincoli internazionali. In un’intervista a margine dell’uscita del suo nuovo libro “Una biografia di periferia”, l’ex deputato del Pdci delinea il progetto politico del suo movimento in vista delle prossime elezioni.
“Unire ceto medio e classe lavoratrice”
«Il nostro progetto – spiega Rizzo – punta a unire ceto medio produttivo e classe lavoratrice, due mondi che nel secolo scorso si sono combattuti. Oggi, invece, devono fare fronte comune contro il vero nemico: multinazionali, grande finanza e poteri economici sovranazionali che schiacciano la politica».
L’obiettivo di Dsp è proporre una nuova forma di sovranità popolare, lontana dai vecchi schemi ideologici e centrata sulla difesa degli interessi italiani.
Pace e neutralità: “Fuori dalla Nato”
Sul fronte internazionale, Rizzo è netto: «Siamo per la pace e la neutralità dell’Italia. Bisogna uscire dalla Nato e ristabilire rapporti equilibrati con tutti: Stati Uniti, Russia, Cina, India, Brasile e Sudafrica».
Secondo il leader di Dsp, l’attuale governo avrebbe accettato «dazi, riarmo europeo e sanzioni che penalizzano l’Italia e favoriscono la Germania», mentre con una linea più autonoma «si sarebbero potuti negoziare gas a basso costo con Mosca e rapporti commerciali vantaggiosi con Washington».
Attacchi a destra e sinistra
Rizzo non risparmia critiche alle principali forze politiche:
- La sinistra viene accusata di essersi «appiattita sul globalismo neoliberista» e di aver perso il contatto con il popolo.
- La destra, definita «falsamente sovranista», secondo Rizzo «predica certe battaglie ma nei fatti si allinea alle politiche di Bruxelles e Washington».
Anche sul fronte regionale, il leader di Dsp ironizza sul presidente della Campania, Vincenzo De Luca, definendolo «un grande furbacchione» per la gestione della vicenda legata al direttore d’orchestra Valerij Gergiev.
