Cinque Stelle in fuga, il sogno proibito: l’asse con il Generale, Roberto Vannacci
Nel Movimento Cinque Stelle cresce la suggestione di un asse con Roberto Vannacci: tra nostalgie del primo Vaffa, paura di restare fuori e abboccamenti nei Palazzi, qualcuno sogna l’operazione populista anti-sistema.
Il “Vaffa del Generale” seduce una parte dei Cinque Stelle
Nei divanetti del Transatlantico di Montecitorio circola una suggestione che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata fantapolitica. Alcune seconde linee del Movimento 5 Stelle accarezzano l’idea di un nuovo Vaffa, questa volta declinato in chiave Roberto Vannacci. Un’operazione che, nelle intenzioni di chi la immagina, dovrebbe unire l’utile al dilettevole: tornare “né di destra né di sinistra” e soprattutto tentare un biglietto di ritorno verso il Parlamento.
Tra i contiani serpeggia la consapevolezza di tempi difficili. I sondaggi non sorridono, le percentuali calano e le nuove regole interne sulle candidature vengono giudicate da molti come una trappola. Il terzo mandato viene concesso con una mano e tolto con l’altra, lasciando fuori proprio chi ha già alle spalle due legislature consecutive. Per diversi deputati e senatori, il rischio di restare fuori dai giochi è concreto.
Abboccamenti nei Palazzi e nomi non casuali
In questo contesto maturano tentazioni e manovre esplorative. Nei corridoi della Camera, nel cosiddetto “corridoio dei passi perduti”, si sarebbero moltiplicate le chiacchiere tra piccoli gruppi di pentastellati e quelli che vengono ormai considerati i proconsoli di Vannacci nei Palazzi romani: i deputati leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello.
Non due nomi qualsiasi. Sasso e Ziello sono stati gli unici parlamentari della maggioranza ad aver votato contro la risoluzione del centrodestra sugli aiuti militari all’Ucraina il 15 gennaio scorso. Una scelta che li ha accreditati come figure di raccordo con l’area vannacciana. Circostanza mai realmente smentita dagli interessati. Dopo quel voto in dissenso, Sasso parlava apertamente di “affinità” e “idee comuni” con il generale autore de Il Mondo al contrario.
Ideologia, nostalgia e puro pragmatismo
Secondo fonti parlamentari, la fascinazione di alcuni grillini poggerebbe su due pilastri. Il primo è di natura ideologica. Un possibile contenitore politico nuovo, populista, con posizioni eccentriche rispetto al mainstream e soprattutto in politica estera, viene visto come sorprendentemente simile al grillismo delle origini. “Alcuni di noi rimpiangono il governo con la Lega e sono d’accordo con Vannacci, inutile negarlo”, confida un parlamentare. Ma soprattutto, aggiunge, “sono convinti di non poter più rientrare in Parlamento con il M5S”.
Da qui il secondo pilastro, quello più pragmatico e meno nobile. Tra consensi in calo, incertezze sulla legge elettorale e alleanze future, molti iniziano a guardarsi intorno. C’è chi osserva la sinistra, chi scruta la destra, e chi segue con attenzione i movimenti del generale. La regola interna che impedisce un nuovo mandato a chi ha già fatto due legislature consecutive pesa come un macigno. Anche per chi riuscirà a strappare una candidatura, il pass per Montecitorio o Palazzo Madama appare tutt’altro che scontato.
