breaking-news, Italia

Concordia per i legali di Schettino fu un maledetto incidente

Concordia-per-i-legali-di-Schettino-fu-un-maledetto-incidente

I giudici di primo grado del tribunale di Grosseto dovrebbero pronunciarsi a breve sul naufragio della Concordia.

Unico indagato è l’ex comandate della nave, Francesco Schettino.

La Costa Concordia il 23 gennaio naufragò a largo dell’Isola del Giglio provocando la morte di 32 passeggeri.

La corte potrebbe pronunciarsi già domani o, al più tardi, la prossima settimana.

L’accusa ha chiesto per Francesco Schettino una dura condanna, 26 anni e tre mesi con arresto immediato per scongiurare che l’ex comandante si possa rendere irreperibile.

Ieri si è tenuta l’udienza conclusiva durante la quale hanno tenuto la loro arringa gli avvocati difensori di Francesco Schettino.


Secondo l’avvocato Domenico Pepe, difensore di Schettino, l’ex comandante va assolto perché la notte del 13 gennaio a largo dell’isola del Giglio avvenne quello che deve essere definito un “maledetto incidente di mare”.

L’avvocato difensore di Schettino ha avuto parole di fuoco nei confronti di Gregorio De Falco, comandante della capitaneria di Livorno: “Francesco Schettino chiede alla capitaneria di Porto Santo Stefano dove siano i natanti di soccorso, perché non li vede, e chiede che le motovedette si portino tra la terra e la nave dicendo che ‘le persone sono qui, dove la nave si è abbattuta’. Dopo arriva la telefonata di De Falco il quale si sente inviperito dalla contestazione di Schettino, che diceva che le motovedette erano in un punto sbagliato”.

L’avvocato Domenico Pepe parla della tristemente famosa conversazione telefonica tra Schettino e De Falco: “Ecco perché la reazione di De Falco che con quella telefonata ha infangato la marineria italiana e gli italiani. Fu una ritorsione di De Falco, che non faceva parlare Schettino”.

L’avvocato difensore di Schettino ha detto anche che il personale che era a bordo della Costa Crociera aveva una “preparazione penosa”.

Schettino, secondo il suo legale, fu costretto ad abbandonare la nave perché era impossibile stare a bordo per l’inclinazione che la stessa aveva assunto.